Solo 28 euro per un quintale di uva Zibibbo

unesco

Riportiamo di seguito un comunicato stampa da parte dell’amministrazione comunale

IL CONSIGLIO COMUNALE HA FIRMATO ALL’UNANIMITA’ IL DOCUMENTO PRESENTATO DALL’ASSESSORE GRAZIELLA PAVIA.

“I 28,00 euro Indegni di una agricoltura eroica”

Alla chiusura del Passitaly il messaggio che viene raccolto sul territorio è: Zibibbo a IGT Terre di Siciliane a 28,00 euro al quintale. Il paradosso: IGT Terre Siciliane che poco a che fare con la nostra isola o poco dovrebbe avere a che fare; una DOC Pantelleria con un disciplinare da poco rivisitato e un Consorzio che ha come nome “Consorzio Volontario di Tutela e Valorizzazione dei Vini DOC Pantelleria” o almeno così riporta la visura camerale. No! Questo non è il messaggio che la manifestazione ha lanciato e nemmeno nei tavoli istituzionali si è fatto accenno ad una mortificazione grave di questo tipo!

I concetti espressi erano sicuramente: valorizzazione della produzione dei passiti naturali, recupero paesaggistico, reddito adeguato ai viticoltori, il tutto in un confronto sereno. Di fatto il Consorzio, deputato a svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi della DOC del territorio di Pantelleria, non ha partecipato. Evidentemente impegni improrogabili non hanno permesso una partecipazione di almeno uno dei rappresentanti del Consorzio. La domanda nasce spontanea: se oggi viene proposto l’acquisto, anche insindacabilmente giusto di un IGT a 28,00 euro al quintale, su un territorio che possiede una DOC, cosa sta facendo per accrescere il valore delle produzioni DOC Pantelleria questo Consorzio? O forse l’aggettivo “volontario” -libera volontà- fa presupporre di avere o meno la volontà di tutelare e valorizzare la DOC Pantelleria?

In questi giorni le testate giornalistiche continuano a riportare articoli riguardante il valore indiscutibile di questo lembo di terra e del suo prodotto principe: il Passito di Pantelleria DOC, nella sua accezione unica di Passito naturale. La manifestazione appena conclusasi ha lanciato il messaggio di speranza che ha visto protagonista il nostro Passito e intrinsecamente e indissolubilmente tutto il nostro territorio. La drammaticità dei 28,00 euro al quintale di acquisto delle nostre uve come IGT Terre Siciliane anziché DOC è umanamente mortificante per tutta la fatica fisica ed economica che ci si mette nel coltivare pochi mille metri quadri di terreno.

Senza con questo voler colpevolizzare nessuno, tanto meno un’impresa privata che giustamente può decidere il suo percorso produttivo ed economico. Allo stesso tempo un mea culpa va fatto da noi tutti che, nel tempo, poco abbiamo saputo valorizzare la nostra produzione viticola. Il futuro di chi produce solo uva è praticamente segnato. Quello che pare sia certo è che nella nostra isola non sia possibile produrre uva a bassissimo costo, pena il lavorare in perdita, i 28,00 euro a quintale raffrontati alla produzione per ettaro e ai costi di manodopera non vanno a coprire nemmeno un terzo di quello che sono i costi reali di produzione. Come possiamo sperare che nei nostri terrazzamenti si continui a fare viticoltura o si possa attuare un recupero dei vigneti abbandonati con questi numeri?

Basterebbe forse un atto di coraggio da parte di tutti, basterebbe forse un atto decisivo e dimostrativo, una decisione per un percorso di qualità, con un sacrificio sicuramente oggi molto grande ma che nel tempo potrebbe ristabilire un equilibrio. Con questo non si vuol dire di lasciare le uve sulle piante se destinate alla vendita come IGT, ma bastano dei semplici calcoli matematici per comprendere che non non vale la pena fare la raccolta, aggraverebbe ulteriormente il costo di produzione di ogni singolo. Dov’è la convenienza?

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