“Legami” la nuova mostra ospitata dalla Galleria Uno Nove Tre Liquid Art Gallery

legami

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita. La nostalgia deriva da un viaggio, spesso simbolico, che genera cambiamento, che allontana e produce delle perdite: la vita, durante il suo scorrere, ci costringe a lasciare parte di noi lungo il percorso. La materia cambia forma, i colori trasfigurano e la stessa arte figurativa è un ricordo di un passato che non abbiamo mai vissuto, di emozioni secolari che perdurano nel tempo e sopravvivendo agli uomini creano un sentimento di eterna nostalgia.

Unonovetre Liquid Art Gallery, dal 26 luglio al 1 ottobre 2018, accogliera’ le opere di Michele Tangorra, Sergio e Teresa Cervo preparandosi ad un viaggio declinato tra spirito, attualità e sogno. Unire e richiamare, senza dimenticare l’unicità del sentire che ogni volta cambia sfumatura come il colore e rinnovandosi, come la materia, resta fedele a se stessa. Tangorra ritrova in una vecchia vigna delle matassine di filo corroso dal tempo e un tempo utilizzate per legare tralci di vite: questi filamenti raccontano della coesistenza di uomo e natura. Le sue tragiche e luminose pennellate reinterpretano la vite, allegoria antica legata alla terra, allo spirito degli uomini e alle radici stesse dell’umanità.

Una natura post-umana, in cui i segni del lavoro e della viva presenza, appaiono superati, obliati. Le donne di Teresa Cervo, nate dalla sovrapposizione di carta, dall’uso del legno e dello stucco, calcificano e arrugginiscono in silenzio raccontando di eterne attese: dai busti bianchi spuntano occhi spalancati che osservano impassibili e che a loro volta si lasciano guardare. Così scopriamo, nascoste dentro la folta capigliatura, la vita e la forza vitale delle donne: tempestose prigioniere sembrano sussurrare che i miei capelli siano nuvola. I gelem sono la materia ancora priva di forma di Sergio Cervo: volti umani di pietra liquida che celano individui senza identità, prossimi alla trasformazione in schiavi felici di un sistema feroce ed ottuso.

Chi si toglie la vita rifiuta gli schemi e rinuncia alla pietà del mondo: l’altare della fine, materia povera che rinasce, è un canto muto agli impiccati, un inno alla libertà. Sono nate nuove maschere e scenografie di un antico teatro drammatico. Di fronte all’arte siamo altro, ritorniamo a noi stessi.

TUTTI GLI EVENTI LI TROVATE SU WWW.MANIO.IT

Restiamo in contatto

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo:

PinIt