AAA Cercasi DOC PANTELLERIA disperatamente

futuro

Riceviamo e Pubblichiamo.

Disperso a FERRAGOSTO
AAA Cercasi DOC PANTELLERIA disperatamente

Serve realmente questa DOC Pantelleria? E sopratutto a chi serve? Agli agricoltori panteschi, a Pantelleria o solo ad alcuni avventurieri in cerca di marchio?

I grandi vini italiani e francesi non sono necessariamente legati alla DOC o DOCG! Esistono eccellenze fuori dalle certificazioni di qualità che sono vera espressione e sviluppo del territorio e di chi li produce.

La nostra Isola è già un brand! Questo potrebbe essere il mezzo per l’affermazione di tutto il comparto produttivo e il territorio. Sicuramente serve uno sforzo, da parte di tutti, per una “pianificazione strutturata” con il fine di raggiungere un posizionamento, per far conoscere l’esistenza di un fazzoletto di terra in mezzo al Mediterraneo anche agli abitanti della Cina e della Nuova Zelanda.

Il Consorzio di gestione della DOC Pantelleria è stato negli anni incapace di valorizzare il prodotto e di investire sul territorio. Si è invece focalizzato semplicemente sull’uso a proprio consumo del brand “Isola di Pantelleria”. La strategia del Consorzio si base unicamente su un disciplinare inappropriato per il territorio di Pantelleria che serve al fine di pochi e non del territorio intero.

Il Disciplinare di Produzione andrebbe totalmente rivisitato.
Otto! Sono otto le tipologie di prodotto previste nel disciplinare. Di queste, sei tipologie dolci e uno spumante non competitivo per il mercato. Invito ad andare a guardare altre DOC in giro per capire quante tipologie di vino racchiude una DOC (a parte l’obbrobrio della DOC SICILIA).
Non perché uno spumante o eventualmente un rosso non siano degni di rientrare nella DOC Pantelleria ma proprio perché una DOC è espressione di un territorio nelle peculiarità storico, culturale e sociali dell’isola.

Ma dico io!! Un liquoroso può mai essere espressione di quest’isola o è invece una mortificazione?? E’ indiscusso il fatto che abbia un suo mercato ma che non sia espressione di territorio e naturalezza è indubbio, quindi potrebbe essere altro rispetto alla DOC Pantelleria!!

Per la nostra isoletta ne basterebbero solo due di tipologie: un Passito Naturale e un Bianco. Tutto il resto è veramente un futile tentativo di sminuire il territorio, il suo prodotto e il prezzo delle uve.

A questo punto vale la pena chiedersi a cosa serva il Consorzio Volontario per la TUTELA e la VALORIZZAZIONE DEI VINI A D.O.C. dell’Isola di PANTELLERIA!?!
Cosi come è, a nulla!! Non c’è tutela della DOC e lo si vede dai fatti, non vengono applicate azioni per impedire ciò che accade oggi al secondo anno con l’acquisto delle uve IGT a 28,00 q.li base 20. Certo mi si può dire che è una scelta dell’agricoltore, nessuno obbliga a venderle come IGT.
Ma per ribattere questo bisognerebbe aprire un altro capitolo.
Rimango comunque convinta che non sia l’agricoltore a dover in toto tutelare la sua produzione se esiste un Consorzio della DOC istituzionalmente riconosciuto e autorizzato, ma sia dovere di quest’ultimo accompagnare il produttore agricolo nelle scelte sia produttive che di vendita.
Fanno parte del consorzio 297 agricoltori. La loro presenza all’interno del consorzio a cosa serve?? Che interesse sta portando avanti il Consorzio? Quello degli agricoltori e dello sviluppo della DOC oppure l’interesse di pochi e non dei 297 agricoltori?
Il Consorzio continua a sopravvivere per mantenere lo status quo e non per accrescere lo sviluppo e l’occupazione del territorio. E questo è un problema!!

“La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene il giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno di lei.” (Albert Camus)

Graziella Pavia
Assessore all’Agricoltura di Pantelleria

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