Allerta Isis, l’Europa faccia presto.

mediterraneo

L’avanzata dell’Isis in Libia, alle porte di Tripoli, porterà nuovamente a nuovi esodi, flussi migratori verso l’Italia. L’Europa non può più stare a guardare. Deve ripristinare Mare Nostrum e creare nuovi cordoni umanitari per poter fronteggiare quelli che da domani potrebbero essere nuovi omicidi di massa.
Non possiamo più attendere. Il tempo delle parole e dei comunicati stampa è giunto al termine. Servono i fatti: bisogna salvare le vite e non contare i morti.

L’Isis avanza nel cuore della Libia. Ormai è alle porte. Poche centinaia di chilometri separano l’Italia dal califfato islamico. “La situazione in Libia, cui da 10 mesi stiamo chiedendo al governo piu’ attenzione per il pericolo di espansione dell’Isis, obbliga il nostro governo a proteggere Lampedusa e Pantelleria con l’invio di battaglioni specializzati nella lotta al terrorismo e la Marina a schierare le fregate a protezione delle acque territoriali”. Lo ho chiesto il vicepresidente della commissione Difesa del Senato, il leghista Sergio Divina.

Bene, ma difendiamo anche i nostri fratelli minori più deboli, stretti nella morsa dell’Isis e dei trafficanti di uomini. Il problema non è solo dell’Italia, ma dell’intera Europa. All’indomani delle primavere arabe tutti noi europei abbiamo gioito ed elogiato quel vento di democrazia e di libertà che aveva travolto il  continente africano. Non abbiamo fatto nulla però, per guidare quelle proteste democratiche verso una stabilità politica e sociale di quei paesi. Abbiamo gioito per il rovesciamento di Gheddafi, ed ora corriamo il rischio di ritrovarci dei tagliagole al suo posto.Qualcuno addirittura inizia a rimpiangere un dittatore come Gheddafi. Questo ci dimostra quanto la situazione sia delicata.

L’Europa non perdi tempo, faccia presto. Alzi lo sguardo oltre i propri confini se vuole continuare a chiamarsi Europa. Difenda il diritto alla vita dei nostri fratelli più deboli. Non permettiamo che il Mediterraneo si trasformi in un cimitero, piuttosto rimanga un mare di pace e d’integrazione fra popoli.

In copertina foto di Samuel Gorgone.

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