Calcio, gioie e dolori

serie a

 

Di Simone Farina

Non si deve dare mai nulla per scontato. Questo è il messaggio che arriva dai campi di Serie A dopo la 5° giornata. Conferme e smentite, quelle che arrivano dai campi: si parte con Roma – Verona che vede il tecnico francese affidarsi a Ljajicaccanto al neo 38enne Totti e Destro per far rifiatare Gervinho. Scelta infelice pagata con un primo tempo poco entusiasmante, risolto solo grazie all’entrata di quest’ultimo, del quale mancavano velocità, dribbling, energia e voglia di vincere. Le sue giocate mettono in crisi i veronesi che cadono sotto i colpi di Florenzi prima, con un rasoterra fulmineo da fuori l’area, e Destro poi che raccoglie un rilancio del proprio portiere De Sanctis per tirare al volo da metà campo (classico goal alla Di Natale o Quagliarella, per intenderci). Roma che si porta quindi a 15 punti, aspettando la Juve. Juve che non demorde e supera, seppur con qualche difficoltà, un’Atalanta scesa in campo decisa a fare bene. Partita combattuta e dal gioco lento e prevedibile (stile Juve), nella quale le due squadra si studiano senza farsi del male. Il goal di Tevez arriva al minuto 35 su un cross fortunato (molta della colpa è della dormita generale della difesa bergamasca) di Lichtsteiner. Ma l’Atalanta non ci sta e si fa viva nella metà campo bianconera, provandoci più volte fin quando Chiellini non butta giù Molina, entrato da poco, in area di rigore. Sul dischetto si presenta Denis. Sembrerebbe cosa fatta ma Buffon devia alla sua sinistra permettendo ai compagni di far ripartire l’azione che si concluderà con la doppietta di Tevez. Nel finale è da sottolineare la prima rete del neo arrivato Morata e l’orgoglio dei bergamaschi, che fino all’ultimo hanno giocato come se nulla ancora fosse deciso, scatenando gli applausi di gratitudine dei loro tifosi. Una Juve che raggiunge, quindi, la Roma a pochi giorni dallo scontro diretto allo Juventus Stadium.
Domenica sportiva che si apre con Sassuolo – Napoli. Benitez ed i suoi sono chiamati a far bene dopo un inizio di campionato deludente. Due le sconfitte alle spalle, contro Udinese e Chievo, e classifica con soli 4 punti all’inizio di questa partita. I soli 4 tiri in porta per il Napoli portano però al risultato sperato. Al 28esimo Callejon la mette dentro su assist di Higuain e permette al Napoli di agguantare 3 punti contro un Sassuolo mai semplice da domare. Altro risultato per il Milan che sul campo dei romagnoli pareggia per 1 a 1. Parte bene il Cesena che non ha nulla da perdere e gioca a viso aperto. Sono proprio loro che passano in vantaggio con Succi per poi farsi raggiungere dopo 9 min. dal colpo di testa di Rami. Finale che vede il Cesena chiudersi in area per portare a casa il pareggio ma che comunque va in rete, poi annullata per un fallo in attacco.
A Verona il Chievo cerca di fare la partita contro un’Empoli in evidente difficoltà da inizio campionato. Tavano non è più quello di una volta e a metterla dentro, dopo il goal di Meggiorini per il Chievo, ci pensa il giovane Pucciarelli, già al suo secondo goal. Il Chievo ci prova più volte ma non riesce ad andare oltre il pareggio.
Un Torino che ha bisogno di fiducia e goal, dopo aver venduto i suoi pezzi da 90, scende in campo contro una Fiorentina tutt’altro che pericolosa. Le assenze di Rossi, Gomez e Cuadrado, tra i tanti, si fanno sentire ed il Toro prova a fare la partita. Prima del fischio d’inizio, Torino e Fiorentina avevano fatto rispettivamente 2 e 1 goal all’attivo, con Glik, Quagliarella e Kurtic. Partita non entusiasmante dalla quale ci si aspetta pochi goal. Quagliarella ha sulle spalle il peso dell’addio di Ciro Immobile, capocannoniere della scorsa stagione con 22 reti, e fa ciò che può in una squadra che quest’anno non ha trovato ancora la continuità dell’anno scorso. Ma è proprio lui a portare avanti il Torino con la sua seconda rete in campionato e far sognare i tifosi granata fino al pareggio da parte di Boakie, poco incisivo fino ad oggi. Finisce quindi 1 a 1 con le squadre che salgono rispettivamente a 5 e 6 punti. Ma la sorpresa del giorno è indubbiamente l’Inter che, davanti al suo pubblico, perde per 4 a 1 contro un Cagliari concreto ed aggressivo, che sfrutta quasi ogni pallone arrivato davanti la porta di Handanovic. Inter troppo disattenta che paga gli errori difensivi di Vidic, oggi al suo secondo fallo da rigore in 5 giornate, e la scarsa concretezza avanti di un Palacio non ancora nella sua miglior condizione. Il primo goal arriva con Sau, al decimo minuto, al quale risponde Osvaldo al 18esimo su assist di Palacio su punizione, sorprendendo una difesa che si stava ancora posizionando. Nagatomo in 3 minuti, tra il 25 e il 28, si fa ammonire e poi espellere. Da qui in poi è solo Cagliari. Ekdal la mette dentro al 29esimo e al 34esimo. Nove minuti dopo l’Inter sembra riprendere coraggio grazie al rigore sbagliato da Cossu ma questa sensazione dura davvero poco: Ekdal la rimette dentro dopo solo un minuto. Inutile la reazione dell’Inter che deve sottomettersi, almeno per questa partita, ad un avversario decisamente più in forma.
La domenica si chiude con il derby “della lanterna” che vede contro Genoa e Sampdoria nello stadio più vecchio d’Italia. Primo derby per la Samp con a capo il presidente Ferrero. Squadre che giocano entrambe a viso aperto, con Gabbiadini, Eder e Okaka pronti ad aggredire lo spazio da una parte ed il promettente Perin tra i pali dall’altra. Partita con più falli che altro, più combattuta a centrocampo che in area di rigore, decisa da una punizione di Manolo Gabbiadini che dalla destra insacca alle spalle del portiere con un tiro tutt’altro che irresistibile.
Aspettando Udinese – Parma e Palermo – Lazio, il campionato sembra essere ripreso esattamente come l’abbiamo lasciato poco tempo fa. Roma e Juve sembrano essere le favorite, le squadre contro cui lottare, anche se, in campo come fuori, tutto può succedere.
Buon campionato a tutti!

Simone Farina  

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