Caro Crocetta, meglio fichi d’india che petrolio.

fichi d'india

Di Clara Greco

Nelle ultime dichiarazioni rilasciate al Giornale di Sicilia , il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta si è espresso con delle parole di tale bassezza da lasciarci molto perplessi . Nel controbattere , proverò a pormi agli stessi livelli del suddetto.
Cito qui Crocetta : “La verità è che chi dice no alle trivellazioni vuole una Sicilia fatta di soli fichi d’India”.
I fichi d’india vorremmo lanciarveli addosso, perché LA VERITA’ è una sola, e cioè che non siete stati capaci di investire su ciò di cui davvero la Sicilia aveva bisogno, non siete stati capaci di risollevare la nostra economia e adesso il mercato del petrolio è l’ultima spiaggia a cui potete appellarvi per tentare di uscirvene con un minimo risultato economico (sempre di ipotesi speranzose si tratta), ma di certo non ve ne uscirete con la dignità e la coerenza professionale con cui vi siete presentati alle elezioni, un gruppo politico che esaltava le energie rinnovabili come nuovo futuro (doveroso) per un paese come la Sicilia. E ora Crocetta si fa primo promotore dell’industria petrolifera, presentandola come una possibilità all’avanguardia, rispetto a noi persone IGNORANTI e bigotte che diciamo stupidamente e inutilmente di no ad una possibilità del genere.
La verità è che non state proponendo nulla di nuovo, perché non ne siete capaci! Vi appendete alla soluzione più facile, antica e meschina perché non sapete dove mettere le mani prima.
E ancora cito Crocetta : “io sogno una Sicilia in cui l’agricoltura e il turismo convivano con l’industria”.
Signor Crocetta , si faccia rispondere da chi vive su un’isola che campa di turismo e si faccia dire cosa significa fare turismo.
Offrire una terra che costruisce i propri pilastri sulla natura , sulla storia, sull’agricoltura e sulla bellezza paesaggistica, non può presentare una trivella (magari fosse solo una) all’orizzonte. IL TURISTA NON CI VIENE IN UN POSTO CHE RAPPRESENTEREBBE L’ANTITESI DI SE STESSO!
La Sicilia non può fare turismo con le trivelle!
E se mai succedesse qualcosa? Se qualcosa andasse storto?
Certo, è molto raro che questo avvenga, ma RARO non è sinonimo di impossibile, e se mai dovesse succedere qualcosa, potremmo tranquillamente andarcene dalla nostra terra. Si annullerebbe il turismo, si annullerebbe l’agricoltura tanto amata dal nostro Presidente, e resterebbero le trivelle.
Questo è il piano per far camminare turismo , agricoltura e industria di pari passo? Davvero?
La verità è che il nostro presidente della regione è stato una grande delusione per tutti; la verità è che sta profondamente offendendo coloro che dovrebbe rappresentare e che gli hanno permesso di trovarsi li dove si trova adesso.
Caro presidente Crocetta, venga a fare il commerciante a Pantelleria e poi capirà cosa significa fare turismo su un’isola siciliana, e cosa significa patire il calo dell’affluenza turistica.
E’ un rischio che non possiamo permetterci e, se solo si mettesse nei nostri panni, capirebbe che non può permetterselo nemmeno lei.
Ma poi si parla di turismo e agricoltura come se fossero dei campi già assodati e ben funzionanti in Sicilia, quando i terreni sono per la maggior parte incolti, o i prodotti vengono per più della metà persi; i turisti in Sicilia non riescono ad arrivarci a causa dei prezzi elevatissimi, oppure una volta arrivati devono trovarsi a camminare tra strutture fatiscenti perché nessuno è capace di investire sulla ristrutturazione urbana.
Ma di cosa stiamo parlando? Agricoltura e turismo sono la base della nostra economia. Se non siete stati in grado di far fiorire queste, possiamo mai fidarci del fatto che riuscirete a gestire un qualcosa di così grande e nocivo come delle piattaforme petrolifere? Ah giusto, mi correggo. Perché voi non le gestirete, ci metterete semplicemente nelle mani di aziende petrolifere e ve ne curerete ben poco immagino, lavandovene le mani. Grazie per lo sforzo.
Se siete davvero convinti che circondare la Sicilia di trivelle può accostarsi alla crescita del settore turistico, per favore, fateci la cortesia di tacere sull’argomento e di dire veramente le cose come stanno, invece di padroneggiare l’argomento dicendo che “vogliamo una Sicilia fatta di fichi d’india”. Siete a dir poco offensivi.
E vi dirò di più, non siete degni di essere considerati Siciliani.
Non state puntando sulla cura della vostra terra, ma sul profitto nudo e crudo. Vergogna.

Qualunque ospite voglia collaborare con Agorà può scriverci alla seguente Email agorapnl@gmail.com

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