Condivido la contrarietà alle perforazioni petrolifere.

perforazioni petrolifere

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Condivido la contrarietà alle perforazioni petrolifere ( purtroppo già autorizzate!) nel territorio siciliano – sia in terra sia in mare – poiché non è sul petrolio che dovrà fondarsi il nostro futuro economico, sociale e politico ma sulla cultura, sul turismo, sull’agricoltura. La prima industria dell’Isola dovrebbe già essere quella turistica ma purtroppo non lo è, per ritardi anche strutturali prima ancora che culturali. Mi chiedo, di questo passo vi è il fondato pericolo di cancellare gli sforzi posti in essere in questi ultimi venti anni? A nulla sono serviti i disastri ambientali verificatisi in diverse parti del mondo e gli eco mostri siciliani degli anni 60 (vedi Augusta, Priolo Gargallo e Gela)? Perché tanta ostinazione nel perseguire ciò che ci danneggiare nel medio lungo periodo ancorché potrebbe effettivamente offrire opportunità di lavoro ma con quale alto costo per la comunità siciliana? E’ a mio avviso una scelta di politica economica saccheggiatrice e miope! Oggi ero presente ad un seminario cui alla fine dei lavori ha partecipato per un saluto anche il Presidente Crocetta che tra l’altro si è pure soffermato sull’argomento trivelle ed ha confermato la volontà Sua e del Suo Governo di andare avanti sulla strada intrapresa senza nessuna remora addirittura si è spinto ad invocare ragioni di indipendenza energetica della Sicilia rispetto all’Europa e finanche una politica estera autonoma – considerate che il Presidente era da poco tornato dal Qatar con gli imprenditori al suo seguito che avrebbe concluso contratti milionari a suo dire! – per la quale la Sicilia ha gli strumenti e la maturità per occuparsi per proprio conto. Fine della storia!

Leonardo Giglio.

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