IL CONSIGLIO COMUNALE SI ESPRIME SUL PROGETTO LA BUONA SCUOLA.

progetto

Il Consiglio Comunale premesso:

– Che gli alunni e gli studenti che risiedono nelle piccole isole non vedono realizzato il pieno diritto allo studio, così come sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione, poiché sono sfavoriti dalla condizione di “isolarità”: la continuità didattica, il successo formativo e le pari opportunità sono difficili, a volte impossibili, se per lunghi periodi, come succede molto di frequente, i ragazzi e le ragazze restano senza docenti e senza personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) in attesa che qualcuno accetti l’incarico nelle scuole in cui sono iscritti.
– Che occorre pertanto incentivare il personale scolastico ad accettare incarichi di insegnamento in quelle sedi e a permanervi, favorendo i residenti e incentivando quei docenti che scelgono di insegnare in sedi davvero svantaggiate, pur non essendovi residenti e prestandovi effettivamente il servizio, senza mettersi in aspettativa o in malattia dal giorno successivo a quello dell’incarico
– Che occorre affermare il principio del diritto degli alunni che vivono nelle piccole isole di vedersi garantite la qualità e l’efficacia del sistema scolastico, a partire dalla continuità didattica
– Che la presenza di un’istituzione scolastica autonoma in queste aree è condizione essenziale per mantenere una comunità attiva e vitale, evitando così lo spopolamento e il conseguente degrado sociale, ambientale ed economico.
– Che è necessario che il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca destini ogni anno i fondi necessari al funzionamento per gli istituti scolastici dei territori geograficamente svantaggiati;
considerato:

– che è in atto, dal 15 settembre al 15 novembre, la campagna di ascolto “La Buona Scuola”, con la quale il Governo Nazionale invita tutti a partecipare rappresentando quali siano le aspettative che si hanno dalla scuola italiana;
– che, come lo stesso Governo nazionale sostiene, l’istruzione è l’unica soluzione strutturale alla disoccupazione e per avere una Buona scuola non basta solo un governo che emana una riforma, ma serve un intero paese
– che tale campagna sta avvenendo on-line, aperta a tutti i cittadini, ed all’interno delle scuole negli appositi incontri degli Organi Collegiali;
– che, dopo attenta lettura dei 12 punti individuati dal Ministero per la realizzazione della Buona Scuola e del relativo fascicolo informativo, si ritiene che alcuni aspetti essenziali, per garantire il pieno diritto allo studio agli alunni ed agli studenti delle piccole isole, non siano stati sufficientemente considerati ;
Ritenendo
– che sia totalmente condivisibile quanto emerso dalle rilevazioni fatte negli Istituti Scolastici del territorio e contenuto nelle relative schede analitiche;

– che sia importante che anche le Amministrazioni Comunali esprimano le loro aspettative facendosi portavoce dei territori e dei cittadini che rappresentano;
chiede al governo Renzi, nell’elaborazione della nuova Riforma della Scuola, che porterà alla Buona Scuola, di
– di assicurare la stabilità dell’organico del personale costituendo l’organico funzionale, in base al numero delle iscrizioni nell’arco di almeno tre anni consecutivi e dando la precedenza ai docenti di ruolo che dimostrino di risiedere stabilmente nella località disagiata;
– di definire, nell’ambito della contrattazione sindacale, incentivi giuridici e/o economici, vincolati al servizio effettivamente prestato in modo continuativo nelle piccole isole a favore del personale direttivo, docente e ATA, al fine di garantire la continuità didattica;
– di garantire la presenza di personale tecnico anche nelle scuole primarie e secondarie di I grado, per affiancare i docenti nella formazione e nel successivo utilizzo delle stesse tecnologie di cui le Scuole delle piccole isole, grazie ai fondi strutturali, sono sufficientemente dotate;
– di provvedere agli stanziamenti economici necessari e finalizzati all’attivazione di servizi che, nei nostri territori svantaggiati, richiedono un investimento economico superiore rispetto a quello necessario nel resto del territorio nazionale;
– di ammettere deroghe a quanto previsto in merito alla riorganizzazione della rete scolastica (DPR 22 giugno 2009, n. 119 e DPR 20 marzo 2009, n. 81) . Le deroghe saranno individuate in sede di Conferenza unificata, al fine di garantire il diritto allo studio e pari opportunità a coloro che vivono nelle località di montagna e nelle piccole isole, nonché nei territori a bassa densità demografica;
– di prevedere la presenza di figure intermedie tra docenti e dirigenti scolastici, da contratto, alle quali accedere previo concorso per titoli ed esami che si impegnino in attività di Ricerca-Azione sui temi della didattica e dell’orientamento (due profili in corrispondenza dei temi). La ricerca didattica e l’orientamento continui devono essere parte integrante della funzione che la Scuola possiede. La Ricerca dovrà realizzarsi in parte con esperienze presso le Università italiane e straniere, le Associazioni di formazione e di supporto alle differenti disabilità, le Aziende e le PMI allocate nei territori, gli Istituti di credito.
Solo con l’inserimento di questi elementi essenziali e fondamentali, sarà possibile avere la Buona Scuola anche nelle Isole Minori, garantendo, di fatto, ciò che oggi è sancito solo dalla Costituzione.

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