Dal “Made in Italy” al “Made in Pantelleria” | Dimitri Carmina

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Il brand Made in Italy è famoso in tutto il mondo e rappresenta un sinonimo di qualità, prestigio e fascino. I prodotti italiani sono molto apprezzati all’estero, soprattutto per quanto riguarda il settore della moda e delle bevande (nella fattispecie i vini e lo spumante). Il potenziamento del Made in Italy costituisce una grande opportunità in termini di accrescimento delle esportazioni: Paesi come la Cina, la Russia, il Qatar, che hanno un Pil in crescita, rappresentano ad oggi i potenziali acquirenti per piccole e medie imprese che hanno la necessità di considerare l’internazionalizzazione non più come qualcosa di strumentale o accessorio, bensì rientrante nel core business aziendale. Spostando il focus su Pantelleria, è auspicabile una sempre più ampia esportazione dei suoi due prodotti principali: il vino passito e i capperi, attraverso una valorizzazione e una pubblicizzazione sempre più efficace di questi prodotti all’estero. Eventi come sagre, giornate dedicate alla promozione dei prodotti tipici piuttosto che agevolazioni verso chi utilizza prodotti italiani, sono i giusti ingredienti per la ricetta dell’espansione del “Made in Pantelleria” nell’isola pantesca e nel mondo. E’ di fondamentale importanza inoltre l’utilizzo, ad esempio nel settore gastronomico, dei prodotti italiani, perché dotati di maggiore qualità anche se spesso aventi un costo più elevato. Puntando invece sui prodotti importati, si avrebbe un progressivo depotenziamento del brand made in Italy, con connesso sviluppo di quei prodotti esteri  che andrebbero sempre più a spiazzare e a calpestare la qualità nostrana. E’ importante, oggi più che mai data la crisi economico-finanziaria, puntare sulla qualità e sulla differenziazione del prodotto se non si vuole assistere alla progressiva scomparsa del prodotto italiano, con conseguenti difficoltà e depressione delle piccole e medie imprese che preferiscono sostenere costi più elevati pur di mantenere lo standard da “Made in Italy”. Dato l’elevato costo della manodopera in Italia, il prodotto italiano costerà sempre più ad esempio del prodotto cinese: pertanto l’unica strada percorribile per non perdere punti in termini di competitività è puntare su una qualità che assuma caratteri di tangibilità.

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