Dalle piazze ai social network

Il popolo delle piazze si è trasformato nel popolo del web.

E’ chiaro che nel  clima Italiano degli ultimi giorni il titolo potrebbe subito far pensare a qualche allusione politica, nelle fattispecie al movimento 5 stelle, che ha fatto del web la propria piazza. Io oggi, invece, quasi contro corrente, vorrei parlare dell’influenza sempre maggiore che i social network riescono ad esercitare sui cittadini. Nell’ambito politico non oserei spendere neanche una parola, perché qualunque cosa possa dire risulterebbe superfluo rispetto a quanto detto dai soliti talk show o programmi televisivi. Vorrei, invece, spostare l’attenzione  su un altro aspetto, ai miei occhi per certi versi preoccupante. Se da una parte i social Network hanno accorciato le distanze o come facebook che ha permesso a persone distanti miglia di potersi ritrovare, o in alcuni casi di ritrovare persino due figli che la  mamma da piccoli aveva dato in adozione, dall’altra sicuramente hanno svuotato le piazze e le strade, facendo preferire ai comodi navigatori un pc e una bella poltrona comoda.. Non che sia un qualcosa di allarmante fin qui! Se pensiamo però, a quante persone ormai, criticano, giudicano, firmano petizioni on-line, fanno politica, sentendosi la coscienza pulita perché un qualcosa ormai l’hanno  fatta pur standosene seduti comodi a casa. Ecco che allora il caso potrebbe divenire davvero allarmante. E’ chiaro che l’invenzione dei social network, non è stato un male, anzi! Come per casi tecnologici di più ampia portata, sta al cittadino, all’uomo comune decidere cosa farne. Non so quale sia stato il pensiero di  Mark Zuckerberg  quando inventò facebook! Sarebbe interessante chiederglielo! I social network si sono sostituiti alle chiacchierate tra amici davanti a un caffè caldo, spesso a degli incontri romantici, per i più nostalgici persino a delle buone e belle lettere o cartoline da spedire. Ognuno di noi usa i social network spesso per scopi o in modi davvero inimmaginabili. Social network che in alcuni casi, e fatemi passare l’eufemismo, sono diventati luogo di “curtigghio”. Non dico certo che è stato il web a far nascere il curtigghio, ma almeno un tempo lo si faceva per strada, nelle piazze, era anche un modo per vedersi, stare insieme, discutere, intrattenere rapporti sociali guardandosi negli occhi. E’ non è poco! Le piazze, le strade allora si riempivano, di giovani e meno giovani..  I bambini giocavano per strada, mentre le nonne si intrattenevano davanti la porta a parlare. Non sfuggiva loro un particolare: sapevano i movimenti del vicino e persino di qualche amico che abitava un isolato più lontano. Adesso le strade sono sempre più disabitate e ognuno di noi, in fondo, credo che si senta più solo, anzi pieno di amici di chat. Basta accedere su Twitter  per avere il resoconto della giornata di qualunque tuo amico, dunque perché chiamarlo!         

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