In difesa del Mare di Pantelleria.

mare

Una nota di Guido Picchetti.

Due autorevoli interventi in difesa del Mare di Pantelleria sono ieri pervenuti per e-mail a Maria Rita D’Orsogna e al sottoscritto, proprio in occasione della conferenza sul tema delle trivellazioni che, promossa dal Sindaco Gino Gabriele con la collaborazione dell’associazione culturale Agorà Pantelleria, ieri sera la stessa Maria Rita ha tenuto alla Mediateca Comunale dell’isola. E’ stata una conferenza che, ottimamente organizzata dai giovani di Agorà e coordinata dal loro leader Angelo Casano, per partecipazione e interesse è andata al di là di ogni più rosea previsione. Affollatisisima la sala, e numerosi gli interventi dei presenti che sono seguiti alla documentissima relazione della prof. D’Orsogna, la quale in dieci punti ha illustrato le varie fasi dei procedimenti estrattivi delle risorse energetiche fossili, nonchè i rischi reali e i tanti illusori vantaggi che vengono solitamente prospettati alle comunità nazionali coinvolte dalle suddette attività petrolifere on shore e off-shore.

Ad inviare la e-mail di cui dicevo all’inizio è stato Carmelo Nicoloso da Catania, coordinatore per il Mezzogiorno d’Italia del Comitato Parchi d’Italia, l’organismo di cui fu promotore, ed ancor oggi è animatore, Franco Tassi, per oltre trenta anni, dal 1969 al 2002, già direttore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il grande valore dell’e-mail in questione per Pantelleria risiede principalmente nelle due testimonianze che in essa sono riportate, di Franco Tassi appunto la prima, e  di Paolo Maddalena la seconda, il quale, per chi non lo sapesse, è il Vice-Presidente Emerito della Corte Costituzionale del nostro Paese. Sono due interventi che, dopo aver avuto l’onore di leggere al termine della conferenza su invito degli stessi relatori (in verità con voce esitante per l’emozione, di cui mi scuso…) qui a seguire integralmente riporto, lasciando a chi di dovere di valutarne e utilizzarne appieno le indicazioni…

L’intervento di Franco Tassi

Franco TassiFranco Tassi

 FrancoTassi lancia un SOS per salvare Pantelleria, dove proprio in questi giorni si discute del futuro dell’isola. Sull’incantevole “Perla Nera del Mediterraneo”incombono minacce di trivellazioni petrolifere, qui ancor più folli considerando il vulcanesimo sottomarino dei fondali e il valore ecologico del Canale di Sicilia. Non sarebbe meglio crearvi, come da anni propone il Centro Parchi, un bel Parco Blu, meta del moderno eco-turismo internazionale?
Il Comitato Parchi plaude all’iniziativa del Comune di Pantelleria, e sostiene in modo convinto lo sforzo di Maria Rita D’Orsogna e degli altri oppositori alla frenesia delle trivellazioni per mare e per terra in Paesi come l’Italia e nel Mediterraneo. Luoghi unici, che meritano ben altra considerazione, rappresentando un eccezionale patrimonio a difendere, anzichè dilapidarlo incoscientemente per il profitto immediato di pochi, e a danno della collettività. Come per altre “Piccole Isole Mediterranee”, il vero futuro di Pantelleria è in un vero Parco Blu aperto e dinamico che ne difenda paesaggio, natura e cultura, per trasformarla in una delle mete più agognatedell’ecoturismo internazionale. 


… e qui l’intervento di Paolo Maddalena, Vice-Presidente Emerito della Corte Costituzionale

Paolo MaddalenaPaolo Maddalena 

Carissimo Franco, aderisco in pieno al tuo messaggio per salvare Pantelleria dalle trivellazioni petrolifere. Si deve sapere che lo Sblocca Italia, che antepone l’interesse delle imprese ai reali bisogni del Popolo italiano, è una legge per più versi incostituzionale. Per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere, è da sottolineare che si tratta della violazione di un bene “primario ed assoluto” (sentenza della Corte costituzionale n.151 del 1986, confermata da molte altre sentenze successive) e cioé l’ambiente marino, e quindi della violazione degli articoli 9 e 117, comma 2, lett. s), della Costituzione, i quali impongono la tutela del paesaggio, dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e naturali. Le cosiddette “deroghe” non hanno valore in questo campo, poiché si tratta di diritti inviolabili di tutti i cittadini, considerati come singoli e come parti della collettività (art. 2 Cost.). E’ indispensabile che singoli o Associazioni o Comitati da tempo radicati sul territorio impugnino davanti al Giudice amministrativo i provvedimenti amministrativi che autorizzano dette trivellazioni, chiedendo di rimettere gli atti alla Corte costituzionale per un giudizio incidentale di legittimità costituzionale. Non c’è tempo da perdere. Questo Sblocca Italia è una vera tragedia (Vedi on line il libro “Rottama Italia”, pubblicato da alcuni volenterosi subito dopo l’emanazione del decreto legge, poi convertito in legge l’11 novembre 2014). Un caro saluto. Paolo Maddalena

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