Figli di un Dio minore

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In questi giorni nelle nostre acque, nella acque dello stesso mare che bagna le nostre coste, più di 600 persone hanno perso la vita nell’ennesimo viaggio della “speranza”. Una speranza che ben presto si è trasformata in morte, sangue, sotto l’indifferenza totale di tutti, dai cittadini alle istituzioni. Qualcuno ha ancora il coraggio di respingere e condannare questa povera gente facendo passare il messaggio del “se la sono cercata”. In questi giorni nel nostro mare si è compiuto un omicidio di massa e se non fosse stato per due superstiti non l’avremmo nemmeno saputo o osato immaginare: nelle acque del Mar mediterraneo più di 500 persone sono state uccise.

A causare l’incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che da una seconda imbarcazione, dopo una lite con gli stessi migranti, avrebbero di proposito affondato il barcone. Il tutto accade ad una manciata di km da casa nostra, dalle coste italiane ( o addirittura le dovremmo chiamare europee). Sotto i nostri occhi abbiamo permesso a 4 uomini senza scrupoli né alcun rispetto per la vita umana di compiere una vera e propria strage. A mio parere, uomini alla stregua degli uomini dell’ ISIS, contro cui stiamo mobilitando le nostre forze armate: italiane europee e americane. In questi giorni abbiamo versato lacrime, ci siamo impressionati e indignati dei tre sgozzamenti compiuti dall’ISIS contro i nostri 2 fratelli americani e contro il nostro fratello scozzese, ma non abbiamo versato una sola lacrima per gli altri nostri 600 fratelli, che hanno perso la vita cercando di raggiungere casa nostra. Chissà magari qualcuno sarebbe finito anche dalle nostre parti e l’avremmo potuto persino conoscere, ospitare, o semplicemente avremmo potuto vedere i suoi occhi. Li abbiamo lasciati morire affogati.

Tredici anni fa, abbiamo pianto, ci siamo indignati, abbiamo mosso l’opinione pubblica, siamo scesi in guerra, per l’omicidio di 2700 fratelli americani che perdevano la vita nell’attentato alle torri gemelle, sette mila Km lontane da noi. Dati alla mano, durante il corso di quest’anno, nelle nostre acque ad una distanza di qualche centinaia di km dalle nostre coste, altri 3000 fratelli hanno perso la vita, sotto il silenzio più generale.
Sono forse figli di un Dio minore?

Non  sarebbe il caso che le istituzioni, che l’Europa, iniziasse a prender atto che Frontex e Mare nostrum non bastano, che siamo tutti figli dello stesso Dio?
Non possiamo non alzare lo sguardo oltre i confini di casa nostra se vogliamo continuare a chiamarci Unione europea. Non possiamo più chiamarci Europa se non iniziamo a render onore ai nostri fratelli uccisi, dando i giusti mezzi per fronteggiare quelle che da domani potrebbero essere nuove ed ennesime uccisioni di massa. Non possiamo più chiamarci Europa se non riusciamo a garantire il diritto alla VITA ai nostri fratelli più deboli.

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