Il mondo nuovo | Samuela Guida

mondonuovo

Con la faccia un po’ dubbiosa ed una mente piena di domande, così mi ha lasciata l’ultimo libro che ho letto: Il mondo nuovo di Aldous Huxley. 

Scritto nel 1932 dal nipote del noto biologo Thomas H. Huxley (sostenitore delle teorie di Darwin in Inghilterra) il libro è ambientato in un futuro non troppo lontano dove tutto è sacrificato al mito del progresso. Niente malattie nel Mondo Nuovo, né guerre, né risentimenti di nessun genere, un mondo pacifico al limite del sopportabile. Un equilibrio in apparenza solido fondato però su basi sbagliate, si, perché nel nuovo mondo non esistono sentimenti, non esiste la fantasia, non esistono uomini in quanto esseri pensanti ma solo automi di carne. Gli abitanti del nuovo mondo vengono creati in provetta ed in cambio del mero benessere fisico vengono condizionati con la droga e la tecnologia più avanguardistica da esperti ingegneri genetici fin dal primo sviluppo e crescendo il loro ruolo nella Società, vista come unico bene da difendere, è già stabilito in base alla classe di nascita: dagli Alfa che occupano i vertici della scala sociale agli Epsilon, esseri malformati e per nulla intelligenti creati con il solo scopo di svolgere lavori manuali. Lontano dalla “società civilizzata” vi è però una zona ristretta, una riserva, dove alcuni “selvaggi” mantengono le leggi dei tempi passati: invecchiano, si rivolgono agli Dei pregando, usano addirittura i rapporti sessuali con lo scopo di generare figli, idee impensabili nel Nuovo mondo, dove l’invecchiamento della pelle viene controllato, non vi è altra divinità al di fuori della tecnologia, la parola “genitore” non esiste e il termine “madre” fa arrossire alcuni e inorridire altri. Quando i due mondi vengono a contatto, il caos esagerato incontra l’ordine più estremo e le reazioni saranno incontrollabili. Scritto senza alcun tipo di censura, il libro di Huxley è un testo inquietante che, nell’era della tecnologia, dei social network, della massificazione, fa riflettere sul prezzo che siamo chiamati a pagare ogni giorno per comprarci il progresso, fa riflettere su quanto realmente importi la difesa dell’individuo in quanto essere pensante, pieno di fantasia e ricco di idee proprie. Un libro che lascia con una domanda su tutte: sacrificare se stessi per il progresso, ne vale davvero la pena?

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