In Italia uno studente su 4 sceglie Agraria, perchè non aprire un istituto Agrario a Pantelleria?

unesco

 

Ho trovato molto interessante l’articolo pubblicato sul quotidiano Pantelleria Internet dal titolo “perchè solo passito” scritto dal direttore Salvatore Gabriele e volevo partire prorio dal suddetto articolo per esprimere alcune riflessioni.
Durante lo scorso mese Pantelleria ha accolto con gioia il Passitaly, la prima rassegna dei vini mediterranei e ancor’oggi l’eco di tale manifestazione è vivo nella stampa nazionale.

Abbiamo accolto con favore il Passitaly quando nella nostra isola dati alla mano produciamo solo 25 mila rispetto ai 365 mila quintali di cui se ne parlava nel suddetto articolo.

Abbiamo accolto, grandi e giovani, con favore il Passitaly in un’isola in cui la stragrande maggioranza dei nostri terreni sono incolti e poco produttivi.

Abbiamo accolto con favore il Passitaly nonostante le cantine rimaste attive sulla nostra isola siano circa una ventina.

E’ chiaro che nel corso degli ultimi 20 anni non vi è stato alcun ricambio generazionale.
I giovani hanno abbandonato le terre dei propri padri perchè in esse non intravedevano alcuna speranza o possibilità di fortuna. Non voglio entrare nel merito della questione, se sia stata colpa di scelte politiche miopi o quant’altro. Lascio a chi di dovere tali conclusioni, su cui comunque invito tutti a riflettere.

Non posso però tacere riguardo al fatto che Pantelleria ancora una volta si mostri in controtendenza rispetto all’Italia, al mondo e al progredire della storia. Un’indagine Istat promossa dalla Coldiretti datata 14 Settembre 2014 ci mette in risalto tali dati: In Italia vedono una prospettiva di lavoro futuro nel cibo quasi uno studente su quattro con ben il 24 per cento degli iscritti al primo anno che ha scelto, per l’anno scolastico 2014/2015, un indirizzo legato all’agricoltura, all’enogastronomia e al turismo”.
Il ministro Stefania Giannini ha scelto di inaugurare l’Anno Accademico 2014-2015 proprio in un Istituto Agrario. Sempre secondo tale indagine gli Istituti agrari con un aumento record del 12 per cento sono quelli che fanno segnare il maggior incremento nel numero di iscrizioni al primo anno.Sempre secondo l’indagine Istat il 54 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21 per cento) o fare l’impiegato in banca (13 per cento). Il 50 per cento degli italiani ritengono che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro.

Mi chiedo, alla luce dei suddetti dati, se l’istituzione presso Pantelleria di un istituto agrario possa rappresentare un valido strumento per poter far riavvicinare i nostri giovani alla propria terra. Mi chiedo se sia possibile a Pantelleria immaginare un modello di scuola diverso, che si intrecci con il tessuto sociale e le tradizioni della nostra isola. Un scuola teorico-pratica dove venga data la possibilità ai giovani di maturare esperienze dirette sul campo agricolo,ove gli studenti possano imparare le tecniche di coltivazione e di raccolta dei prodotti della terra. Finiti gli studi potranno sempre proseguire gli studi universitari nelle facoltà di agraria, biologia, veterinaria o medicina, università per le quali un istituto agrario conferisce delle buone basi.
La storia ancora una volta può esserci d’aiuto.
Il caro Virgilio, che tanti liceali anche quest’anno ritornerrano a studiare nei loro libri di testo, recitava nelle Bucoliche prima, e nelle georgiche dopo, il ritorno alla terra come chiave di svolta per una Roma martoriata dalle guerre civili.Virgilio invocava un ritorno alle origini, alle origini dei propri padri, alla agricoltura e alla terra come misura necessaria per inaugurare una nuova venuta di un’età dell’oro attesa in ogni ceto sociale.
Mi chiedo dunque se non sia arrivata l’ora di ritornare anche noi alle nostre origini: un’isola di agricoltori che nel tempo con sudore e fatica aveva fatto la fortuna dei nostri padri.

 

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