La logica dell’emergenza. Un progetto per le isole. Servizio del Tg3 (Video)

emergenza

Ieri a Lampedusa tutti i sindaci delle isole minori si sono riuniti in occasione dell’inaugurazione del nuovo dissalatore sull’isola. In tale occasione i sindaci hanno aperto una tavola rotonda insieme al ministro Delrio e il presidente Crocetta. Nasce così il nuovo progetto per le isole. Sindaci delle isole siciliane uniti in una politica comune per far fronte ai problemi-disagi comuni che attanagliano le piccole isole del mar Mediterraneo. (Chissà se hanno parlato di trivellazioni petrolifere?). Qualcuno ha definito la giornata di ieri come una giornata storica per le isole siciliane, il primo passo per un comune “progetto per le isole”.

Servizio Tg3 a partire dal minuto 2.50:





Sono andato a ripescare un piccolo articolo che avevo scritto tempo fa in occasione della protesta contro i trasporti nel Luglio 2012, a proposito dell’ importanza di un’unione tra le isole siciliane. S’intitolava così: LA LOGICA DELL’EMERGENZA.

Settembre 2012
La logica dell’Emegenza

E’ la stessa logica che ci impone il più delle volte, di affrontare una situazione imminente lasciando da parte i dettagli e facendoci concentrare pienamente sull’essenza, insomma sul cuore della questione.

La logica dell’ emergenza è quella stessa logica che qualche mese fa ha spinto i sindaci di Ustica, Favignana, e il nostro Commissario Straordinario a occupare la aula rossa della Regione per chiedere soluzioni alla questione Trasporti; e noi giovani dell’agorà ascendere in campo insieme ad altre associazioni per segnalare un disagio altrimenti inosservato. L’emergenza ha fatto nascere un unione tra le isole difronte a un problema così grosso, così comune, così grande.

Insomma la questione trasporti ha posto le basi perché si possa aprire un tavolo, un capitolo tra le isole minori: un unione tra tutte le isole minori siciliane per combattere battaglie, le stesse battaglie:quei problemi che il più delle volte sono gli stessi per tutte le isole: sanità, trasporti fra tutti. Ma quando usciremo, perché ne usciremo, da questa emergenza e quindi smetteremo di pensare e di agire secondo canoni, regole, logiche dettate dall’emergenza stessa,spero che questa unione tra le isole, questo nuovo tavolo aperto possa continuare ad esistere.

Perché se davvero l’unione fa la forza, allora aprire, o meglio riaprire come qualche anno fà, un dialogo continuo e costruttivo tra le isole non sarebbe una cattiva idea.
Combattere le stesse battaglie, come sta accadendo in questi giorni per la questione nave, non sempre però significa chiedere le stesse cose e soprattutto porsi tutti sullo stesso piano.

La logica dell’emergenza ci ha quasi imposto di chiedere insieme a Ustica, Favignana, la permanenza di 2 navi, e quindi di due corse al giorno tra la terraferma e le isole. Giusto!?Sbagliato!? Su questo non mi esprimo ma ritengo che sia doveroso porsi delle domande: Pantelleria ha davvero bisogno di 2 navi al giorno!? Ustica ne ha davvero bisogno!? Favignana ne ha davvero bisogno!?Se a Pantelleria per una causa x non arriva la nave,essendoci al momento solo una, significa che per quel giorno Pantelleria è isolata dalla terraferma. Se a Favignana o a Ustica lo stesso giorno non arriva la nave sempre per una causa x,Favignana e Ustica hanno per quel giorno a disposizione almeno 6-7 corse di aliscafo ancora con la terraferma. Insomma non sono isolate.
Allora combattere le battaglie uniti si,ma non poniamo tutto sullo stesso piano dimentichiamoci quali sono le priorità!

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