La messa in diretta tv | Samuela Guida

televisione

Domenica 19  Agosto è una data che, se ci fossero, dovrebbe essere inserita negli annali panteschi a sottolineare l’importanza della presentazione alla Nazione della Chiesa Matrice avvenuta niente po’ po’ di meno che in diretta TV.  Ma quali sono le impressioni che mi ha trasmesso la celebrazione della Santa Messa che ho dovuto seguire da Padova? Felicità, senso di appartenenza, commozione ma anche perplessità  mista ad un po’ di amarezza: sensazioni diverse che non posso non spiegare. Rivedere il popolo pantesco unito sotto un tetto fisso e solido non può non trasmettere gioia e commozione. Come una madre che abbracciando il suo bambino appena nato dimentica immediatamente il dolore del parto, il traguardo finalmente raggiunto di una Chiesa Matrice nuova e pronta ad accogliere tutto il popolo pantesco ha quasi cancellato l’attesa e l’ansia che hanno fatto parte di noi per un tempo che sembrava destinato a non finire più.  Pantelleria ha esibito fieramente la sua nuova creazione in diretta televisiva ed è stato sicuramente un momento utile per far conoscere l’isola alle altre parti d’Italia ma anche per apparire uniti nonostante tutte le incomprensioni e la grande instabilità che ci ha caratterizzato in quest’ultimo periodo: da qui forse la mia perplessità.  E’ stata anche decantata la particolarità della nuova costruzione che, richiamando le forme e i colori della nostra isola, potrebbe rappresentare tutto ciò che siamo stati, che siamo tutt’ora e che saremo in futuro come popolo pantesco. Vero è anche che durante la sua costruzione non sono state poche le critiche mosse alla nuova Chiesa che sembrava non accontentare le aspettative di tutti ma le numerose persone presenti alla celebrazione sembravano essersene dimenticati grazie al desiderio di poter finalmente esibire la tanto agognata costruzione. In fine devo dire tuttavia che la Chiesa mi è parsa lievemente disadorna soprattutto se confrontata con i meravigliosi decori presenti sull’abito del Vescovo Domenico Mogavero donatogli dallo stilista Giorgio Armani: dopotutto se “la concorrenza” veste Prada , in un periodo come quello che stiamo passando, non vedo perché farsi mancare un abito “griffato”.

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