La politica che rischia di non saper ascoltare i cittadini

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LA PROTESTA

Una protesta per chiedere il diritto alla vita che potrebbe non piacere a qualche politico locale e regionale. Da più di mese il comitato mamme dell’isola di Pantelleria a gran voce ha chiesto al governo regionale di concedere la proroga alla riapertura del punto nascite. Petizioni on-line, lettere, video di protesta, articoli di denuncia non sono bastati. Dalla Regione non è arrivata alcuna risposta. Nel frattempo, una neo mamma è stata costretta a lasciare Pantelleria e i propri affetti per mettere al mondo in proprio figlio, trasferendosi sulla terraferma in piena emergenza Covid19. Ad altre mamme, se la situazione non sarà risolta, toccherà la stessa sorte. Da oggi il sindaco Vincenzo Campo, il vice sindaco Maurizio Caldo e il presidente del consiglio comunale Erik Vallini hanno iniziato lo sciopero della fame ad oltranza dinanzi il presidio ospedaliero dell’isola, per ottenere una risposta ed una garanzia dall’Assessore Regionale Razza in merito al Punto Nascite e agli altri servizi dell’ospedale Bernardo Nagar.

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LA PETIZIONE

“La chiusura del punto nascite è una violazione dei diritti umani, offendendo la sensibilizzazione all’appartenenza territoriale, con tutte le conseguenze, tra cui lo spopolamento, che ne conseguono.Il diritto alla salute di poter partorire nella propria Terra di origine e offrire così una continuità di trasmissioni culturali, dovrebbe essere tutelata e garantita da Voi rappresentanti istituzionali” scrivono le mamme nella petizione lanciata on-line sulla piattaforma change che al momento ha superato le 1500 firme. La petizione rivolta alle istituzioni chiede che il punto nascite di Pantelleria venga aperto nell’immediato e che venga potenziato fin da subito del necessario per esercitare il parto in totale sicurezza.

per il mio parto io non parto
Dal 2 Marzo, nell’indifferenza più totale della politica regionale a Pantelleria non si nasce più. Dal 2 marzo, nonostante tutte le richieste di un confronto, la politica regionale non si è neppure scomposta. Il rischio è che la comunità pantesca, ancora una volta, venga lasciata sola dalle istituzioni che invece dovrebbero rappresentare anche le istanze che provengono dall’isola più a sud d’Italia. Così almeno dovrebbe essere, a meno che non si dica, una volta per tutte, che l’articolo 3 della nostra Costituzione in questi scogli neri modellati dal vento non trova applicazione: che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale.

Angelo Casano

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