L’agorà ricorda Don Puglisi, un prete scomodo ai poteri mafiosi.

Don Puglisi

Ben ventuno anni fa veniva ucciso Don Puglisi nel quartiere di Brancaccio, poco distante dal centro di  Palermo. Oggi il suo ricordo è ancora vivo. Un dovere ricordare un uomo che con parole semplici e altrettanti gesti minacciò la mafia, il potere di Cosa nostra.  Un potere fondato sulla paura, l’obbedienza e l’ignoranza che non poteva permettere la diffusione virale del messaggio di amore che iniziava a farsi largo tra le strade del piccolo quartiere palermitano. Lo sapeva Don Puglisi di essere sotto il mirino della Mafia, ma il suo messaggio, la sua speranza che con la cultura e l’educazione si potesse scardinare il potere di Cosa Nostra aveva già preso piede. Quando il 15 Settembre del 1993 i sicari mafiosi lo fermarono dinanzi il portone di casa, lui li guardò e disse: << Me lo aspettavo>>. Bastò un semplice colpo alla testa per chiudere la bocca di quel prete scomodo ai poteri forti. Questa volta però,  Cosa Nostra aveva fatto male i conti. A distanza di 21 anni il suo ricordo rimane vivo nella mente degli italiani e il piccolo quartiere di  Brancaccio, che  stamani si appresta ad accogliere il Premier Renzi, nel frattempo è divenuto simbolo del cambiamento. Un cambiamento, che iniziò proprio con la morte di Don Puglisi.

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