L’amministrazione comunale fa chiarezza sulle zone franche urbane.

zona franca

Riportiamo di seguito il comunicato stampa dell’Assessore Bernardo Silvia.

 

ZONE FRANCHE URBANE

Ricostruiamo il percorso legislativo delle Zone Franche Urbane nella speranza di porre fine alle polemiche e alle accuse che recentemente sono state mosse contro l’Amministrazione Comunale, in relazione al tema delle Zone Franche Urbane. Ecco la cronistoria della vicenda.

Con Deliberazione n. 5 del 30 gennaio 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 06.06.2008, vengono stabiliti criteri e indicatori per l’individuazione e la delimitazione delle Zone Franche Urbane. L’articolo 1, comma 1, specifica quali requisiti debbano essere soddisfatti dai Comuni nel cui territorio ricadono le ZFU. In particolare, recita quanto segue: dimensione demografica minima di 25.000 abitanti (fonte ISTAT popolazione residente, 2006). Tale requisito di ammissibilità viene ribadito nelle successive deliberazioni riguardanti le ZFU: deliberazione n. 14 del 08.05.2009, Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2009, e Art. 67 comma 5 della legge n. 11 del 12 maggio 2010 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia n. 23 del 14.5.2010.

Alla luce di quanto rilevato, è evidente che il Comune di Pantelleria non ha mai avuto i requisiti demografici per l’istituzione delle ZFU, stabiliti per legge nella misura di 25.000 abitanti.

Va anche specificato che la legge nazionale del 2008 aveva identificato, per la definizione delle Zone Franche, solo 22 città distribuite sul territorio nazionale e in particolare solo tre riguardavano la Sicilia: Erice, Catania e Gela. In seguito, con la legge regionale del maggio 2010 si ribadisce che le zone franche urbane destinatarie degli interventi sono quelle già individuate dalla Regione con delibera della Giunta regionale n. 186 dell’1 agosto 2008, per le quali è stata avanzata proposta di finanziamento al CIPE da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico. Contemporaneamente, come specificato nel comma 5 della suddetta legge, si riaprono i termini affinché i Comuni possano presentare nuove istanze, sempre nel rispetto dei parametri stabili nel 2008. Lampedusa, come chiariremo di seguito, viene inserita come ZFU eccezionalmente nel 2011 per la situazione particolare in cui si trovava, facendo però riferimento alla legge n. 296 del 27 dicembre 2006, art. 1 commi 340-343. E’ forse proprio qui che si potrebbero individuare carenze operativa dell’Amministrazione insediata a quel tempo nel nostro Comune.

Si arriva quindi al bando del 23 maggio 2013 con il quale diventano operative le esenzioni fiscali per le 17 Zone Franche Urbane della Sicilia specificate nell’elenco:

1. Aci Catena
2. Acireale
3. Bagheria
4. Barcellona Pozzo di Gotto
5. Castelvetrano
6. Catania
7. Enna
8. Erice
9. Gela
10. Giarre
11. Lampedusa e Linosa
12. Messina
13. Palermo (Brancaccio)
14. Palermo (Porto)
15. Sciacca
16. Termini Imerese
17. Trapani

E’ quindi chiaro che per quanto riguarda Lampedusa, questa è rientrata nelle zone franche urbane nel 2011, per far fronte ai disagi causati dagli innumerevoli sbarchi, come specificato nell’art. 23, comma 45, decreto legge 6 luglio 2011 n. 98, convertito in legge 15 luglio 2011 n. 111. Lampedusa e Linosa ottengono così la promessa di 7 milioni di euro a copertura della zona franca come viene stanziato per le altre zone siciliane. Infine, nel gennaio 2014, viene emanato dal governo Letta il cosiddetto emendamento Lampedusa (l’art. 1 comma 319 del supplemento ordinario n. 4 alla Gazzetta Ufficiale del 13.01.2014) che recita quanto segue: “Al fine di fronteggiare la grave situazione socio/economica nell’isola di Lampedusa, determinatasi a seguito dell’eccezionale afflusso di cittadini provenienti dai paesi del mediterraneo, ….. , il CIPE assegna al Comune di Lampedusa 20 milioni di euro per il triennio 2014/16.” Il finanziamento quindi sale a 27 milioni di euro che saranno a disposizione del Comune di Lampedusa.

Ci auguriamo di aver chiarito che molte chiacchiere sono state fatte su questo argomento da parte di chi non si è preoccupato di verificare i documenti ufficiali. Prima di chiedere le dimissioni o di ipotizzare responsabilità inesistenti bisognerebbe avere il coraggio di analizzare le situazioni per ciò che sono. L’Amministrazione in carica è impegnata a creare sviluppo cercando soluzioni possibili ai disagi economico/sociali che Pantelleria sta vivendo. Auspichiamo che il confronto sia frutto di proposte e non di attacchi strumentali privi di contenuto, l’isola ha bisogno dell’apporto di tutti. Oggi dobbiamo purtroppo ammettere che negli ultimi tre anni l’isola qualche treno l’ha perso, noi però non ci abbattiamo: abbiamo energie e risorse. Smettiamola di piangerci addosso.
A nome dell’Amministrazione, l’Assessore Dino Silvia

Pantelleria, 7 marzo 2014

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