Le fotografie di Stefano Maccotta raccontano la sua Pantelleria.

stefano maccotta

Stefano Maccotta, classe 93, giovane pantesco amante della fotografia e dell’arte,  negli ultimi due anni ha frequentato Il Cfp Bauer a Milano, una scuola per aspiranti fotografi. Ritorna nella sua isola con un nuovo progetto fotografico per raccontare, attraverso i suoi scatti,  l’adolescenza a Pantelleria.

Stefano parlaci un pò del tuo progetto. 

Durante questi anni di studio, ci sono stati mostrati una grande quantità di fotografi, di artisti che

Uno scatto del Progetto

Uno scatto del Progetto

lavorano con l’immagine, ed in qualche modo, come credo chiunque nell’arte, sono stato abbastanza influenzato a vedere delle porzioni di realtà in un determinato modo. In particolare l’idea del mio progetto si è iniziata a formare tra novembre e dicembre dell’anno passato. Ora, sinceramente, mi viene un po’ complicato ricordare come mai volessi raccontare l’adolescenza sull’isola, però pensandoci probabilmente il tutto sarà nato dall’esperienza che molti di noi hanno fatto, e continuano a fare. Possiamo dire che, soprattutto negli ultimi anni dell’adolescenza – più o meno tra i 15/16 e i 19 anni – si tende spesso a pensare al proprio futuro al di fuori dell’isola. Chi ricerca determinate strade, in qualche modo è “obbligato” a lasciarla, a separarsi. Ma di fatto la separazione non è mai totale, il viaggio non è mai definitivo. Poi chiaramente io parlo da un punto di vista personale, ma credo sia condiviso da molti. Durante quella fase si tende spesso a volerla lasciare per fare nuove esperienze, per conoscere anche nel piccolo quel resto che il mare divide. Poi una volta separatisi, nonostante ci si possa trovare bene nel posto in cui si è scelto di vivere, avviene una sorta di processo inverso. L’idea, di base, credo mi sia nata da questo pensiero.

Cosa vuole trasmettere il tuo progetto fotografico. 

Scatto del progetto

Scatto del progetto

Ho deciso di ritornare a Pantelleria con occhi diversi sull’isola, con occhi che non guardano più l’orizzonte, ma ciò che l’isola contiene. Allo stesso tempo volevo raccontare anche una versione un po’ diversa di Pantelleria, una realtà più quotidiana e meno “straordinaria”, meno turistica se vogliamo, ma più da pantesco. Ho pensato dunque di coinvolgere gli adolescenti, e affiancargli quei posti che gli stessi frequentano (non in particolare loro ritratti, ma l’adolescente in generale). Da qui è partito un po’ tutto, dopodiché ne ho parlato con due/tre amici, i quali mi hanno dato la spinta a farlo. Nel frattempo a scuola ci hanno dato il tema del progetto finale (che è stato TERRA) e da lì sono partito. Ne ho parlato con l’insegnate che ci ha seguiti per questo lavoro e anche lei ne è stata “supporter”.

Quindi così, una volta stabilito il tutto e progettato nei minimi particolari ogni cosa, ho contattato i 15 ragazzi che ho fotografato i quali mi hanno dato tutti la loro disponibilità e una volta sull’isola ho fatto un po’ un giro per fotografare gli spazi, grazie anche alla disponibilità di molte persone che mi hanno permesso di fotografare degli interni (scuola di danza, scuola di musica, alcuni circoli, scuola, ecc). Poi una volta finito ci sono stati 3 mesi di ansia e lavoro e alla fine la mostra una settimana fa.

Ci sarà una continuazione…

Alcuni spazi purtroppo per situazioni di luci poco vantaggiose o per troppa confusione non sono riuscito a fotografarli. Ma comunque è un lavoro che non reputo finito, ma credo di continuarlo, fotografando appunto gli spazi che ho “dimenticato” e altri ragazzi (anno dopo anno). Spero di portarlo avanti a lungo.

Il progetto fotografico

 

In copertina Stefano Maccotta, foto  di Luisa Visalli

 

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