Le opere di Maria Villano

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Dopo quasi un anno dall’esordio, la galleria d’arte contemporanea Uno Nove Tre Liquid Art Gallery riapre con il programma espositivo #0000FF Oltre il colore, ospitando a Pantelleria quattro artisti di rilievo nazionale ed internazionale, dal 4 luglio al 15 ottobre.
A vedere per prima la luce è la mostra delle teste realizzate da Maria Villano. Scultrice laziale, dopo la maturità si è sempre occupata di arte. Non potendo cuocere le sue opere nel proprio laboratorio di casa, l’artista ha iniziato a realizzare i suoi primi capolavori in gesso, di cui una testimonianza è la “Foca Monaca” del 1987. Nel 1992, grazie alla collaborazione con il mecenate italiano Antonio Presti, aTusa in provincia di Messina,la Villano inizia acimentarsinella cottura della terracotta, realizzando, fra le tante opere, l’ ”Elmenegildo” e il “Torsetto” in ceramica smaltata, che sono parte della mostra della galleria. Successivamente dalle mani della scultrice continueranno a nascere numerose serie di teste, fra le quali le “Teste di Cuoio”, che sono state esposte nel progetto “città invisibili” nel paesino di Maranola nel 1994.
Dopo più di venti anni, la Villano torna a scolpire, mantenendo sempre quel legame con le sue origini, e quella continua ricerca tra il classico e il futuristico, realizzando altre teste fra le quali “Testa di Quadri” e “Guardare le Stelle” in ceramica.
Ricercatrice per passione, attraverso la scultura e quell’opera di “scavare e togliere” il super uo, cerca di trovare l’essenza delle cose. Le teste diventano contenitori di volti: l’osservatore nel rapportarsi con le opere ne viene quasi rapito, trovando un tratto comune con il proprio essere. Per certi versi nell’osservare le opere, il soggetto è come se si specchiasse in esse, trovando un lo “blu” tra sè stesso e il manufatto. Così a tratti le teste potrebbero apparire dissacranti, per altri invece sacre. Forse è questo che rende Maria Villano speciale. Nelle sue realizzazioni c’è tutto, essenzialità, eleganza, linearità, dinamismo, ma anche staticità in un “panta rei” continuo, volto alla ricerca della purezza della Forma.
L’appuntamento si rinnova il 18 luglio, quando le teste di Maria Villano lasceranno il posto alle opere del poliedrico Lucio Rosato.

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