L’eredità di Expo 2015: la carta di Milano, presente anche Pantelleria

expo

All’Hangar Bicocca di Milano si è svolto oggi l’Expo delle Idee, appuntamento che nei fatti ha aperto l’Expo 2015.
Mezzo governo si è riunito per confrontarsi – insieme ad altri – sulla Carta di Milano, il documento che sarà la vera eredità di Expo, una sorta di nuovo protocollo di Kyoto sul cibo. La Carta a fine ottobre sarà consegnata al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon.

Oggi dunque con oltre 40 tavoli tematici, a cui parteciperanno più di 500 esperti, inizia la prima tappa verso la stesura della carta di Milano. I 500 esperti chiamati a raccolta  avranno il compito di approfondire tutti i temi espositivi, seguendo in particolare quattro percorsi: le dimensioni dello sviluppo tra equità e sostenibilità, cultura del cibo energia per vivere insieme, agricoltura alimenti e salute per un futuro sostenibile, la città umana futuri possibili tra smart e slow city.

Saranno così raccolti analisi e proposte utili per la redazione della Carta di Milano: l’atto d’impegno che l’Italia proporrà al mondo grazie a Expo Milano 2015.

Pantelleria sarà anche presente all’incontro con la presenza del sindaco Salvatore Gabriele, invitato dal ministro Maurzio Martina, che porterà un contributo alla discussione, raccontando la forza dei contadini panteschi che nel tempo hanno fatto divenire grande in tutto il mondo la vite ad alberello di uva zibibbo di Pantelleria.

A seguire l’intervento del Sindaco di Pantelleria impegnato nel tavolo “la Biodiversità salverà il mondo”.

Il paesaggio agrario storico, dove il paesaggio è un paesaggio utile quasi inconsapevole di essere un “bel paesaggio”, va quindi conservato e tutelato. L’azione di tutela deve essere inserita in un processo di continuo miglioramento anche tecnologico e di trasformazione, a cui è soggetto qualsiasi territorio colonizzato dall’uomo che coscientemente dà forma al paesaggio naturale, intesa come salvaguardia e conservazione della matrice storica della coltivazione dello “Zibibbo Vite ad Alberello”. Il paesaggio agrario di natura antropica si esprime proprio nei tipici terrazzamenti progettati per assecondare le “originali” coltivazioni dell’Isola; si adagiano ovunque indifferenti alle avversità che alcuni versanti presentano andando a connotare ampie porzioni di territorio. Sono delle vere e proprie opere di modellamento a protezione delle colture dalle avversità ambientali, di trasformazione del territorio, che con le loro trame concorrono alla definizione dell’attuale palinsesto paesaggistico. Salviamo le isole, Salviamo il mondo per una Biodiversità produttiva.”

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