L’Urlo del mare contro le trivelle:se Crocetta vuole le trivelle deve passare sulla nostra pelle

Sit-in davanti palazzo dei Normanni delle associazioni no triv. I membri indossano una maschera dell’urlo di Munch. E’ l’urlo del mare contro le trivellazioni che rischierebbero di rovinare per sempre il nostro ambiente. In coro intonano questo slogan contro il presidente della Regione Sicilia:<<Se Crocetta vuole le trivelle deve passare sulla nostra pelle>>.

Mentre a Palermo protestano, a Pantelleria la professoressa Maria Rita D’Orsogna tiene una conferenza proprio contro le trivellazioni, ponendo delle domande al governatore Rosario Crocetta. “No alle trivelle. Riempiamo il mare di passito” è il titolo della conferenza.
Riporto il comunicato stampa dell’amministrazione comunale.

Togliere agli Enti Locali il diritto di decidere sulle autorizzazioni alle trivelle è una cosa tipica delle società in cui arrivano i petrolieri – detto Maria Rita D’Orsogna – ed è un risultato peggiore dell’inquinamento dell’ambiente: si tratta di inquinamento della democrazia, i petrolieri arrivano e credono di poter fare qualsiasi cosa pensando solo ai loro profitti, di fronte al fatto che la gente si informa, si indegna e protesta tolgono la voce alle comunità.”
Bisogna quindi muovere le coscienze, fare informazione e coinvolgere la base, è stato detto che il vero capitale dei signori del petrolio è l’ignoranza della gente, no si deve avere paura di far sentire la propria voce. Spesso è utile nominare e rapportarsi direttamente con il politico di turno anzichè fare azioni generiche. Il politico locale deve rendere conto a chi lo ha eletto e quindi dovrebbe ascoltare la propria gente.

“Non capisco il Governatore della Sicilia che più di ogni altro amministratore dovrebbe essere sensibile al tema delle trivelle – ha continuato la D’Orsogna – lui è di Gela e mentre io studio sui libri i malati e le conseguenze delle trivellazioni, lui le ha viste di persona, lui sa quali sono state le conseguenze sui bambini malati di cancro e sulle donne in gravidanza, è la sua gente che non ha l’acqua potabile, che vede l’ambiente devastato… Dovrebbe essere il primo a dire di scappare il più presto possibile da questo petrolio, lo ha toccato con le sue mani, ha visto con i suoi occhi. Io proprio non riesco a capire come possa in tutta coscienza accettare una cosa del genere e dire che il petrolio porta ricchezza, forse nel suo conto ci ha messo le parcelle degli oncologi e delle pompe funebri… Non è accettabile che pensi in questa maniera e che tutta la Sicilia si trasformi in una grande Gela.”

Lo sviluppo della Sicilia deve essere altro, forse non tutti sanno che i signori del petrolio prima di pensare a Gela volevano istallare le raffinerie a Taormina che però disse no. A distanza di cinquant’anni nei testi del turismo ci sono pagine intere dedicate allo sviluppo di Taormina e alle numerose attività turistiche, culturali ed ambientali della bella località, mentre di Gela si dice semplicemente, in uno stringato trafiletto, che non vale la pena visitarla perchè è un luogo deturpato dall’industria petrolchimica.

“Questo è quello che è stato seminato 60 anni fa: la distruzione di qualsiasi altra possibilità di sviluppo della zona di Gela – ha concluso Maria Rita – questo deve essere emblematico per lo sviluppo della Sicilia e del resto d’Italia. Dobbiamo fare di questa nazione una grande Gela o un territorio dove turismo, cultura, ambiente ed energia verde siano la base di un vero sviluppo e di una vera ricchezza per le comunità che ci vivono? E’ un grande peso che il Governatore Crocetta si porta sulla coscienza!”

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