Mafia: L’Agorà partecipa all’evento di Addio Pizzo a Palermo, PIF saluta Pantelleria (video)

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“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla, perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.” Paolo Borsellino.
Sabato 17 maggio i giovani dell’Agorà hanno piacevolmente partecipato alla “Festa/fiera del consumo critico: PAGO CHI NON PAGA. Beni comuni vs cosa nostra” organizzato dall’Associazione Addio Pizzo; un evento di musica, comicità, ma soprattutto di riflessioni su ricorrente, ma non per questo scontato, tema della mafia.
Si sono esibiti comici e musicisti locali di grande talento, composti in gran parte da giovani, che hanno fatto da tramite per divulgare un messaggio di coscienza e ribellione nei confronti di tutti quei sistemi, mafia e non solo, che non permettono a questo paese, ma soprattutto a realtà con grande potenziale come la Sicilia, di crescere e far spiccare le proprie risorse a livello nazionale e internazionale.
È stata un’occasione per prendere coscienza di quante persone hanno a cuore questa terra, persone combattute tra l’amore e l’odio per la propria casa, ma spinti dalla forte volontà di migliorarla mettendoci l’anima e, soprattutto, la faccia.
È stato bello vedere una città esultante alle parole “ribellione”, “cambiare”, “reagire”, “la mafia è una montagna di merda” ed è toccante sapere che tanta gente rifiuta ciò di cui la propria città è più impregnata.
Certo, è anche molto facile gridare dalla platea, nascosti da un’ombra animata e sentendosi parte di una grossa massa umana pronta a proteggerti da qualsiasi esposizione personale.
Ognuno di noi dovrebbe costruirsi nella propria vita un palcoscenico su cui salire ogni giorno e manifestare le proprie idee, il proprio coraggio.
Ci si dovrebbe sempre esporre sul palcoscenico urlando contro qualcosa di molto più grande di se stessi e spronare gli altri a fare lo stesso.
La Sicilia è una forza naturale da cui zampilla con impeto una bellezza primordiale, calda e unica al mondo; e questo non lo dicono i siciliani ma è un dato di fatto.
Il rammarico sta spesso nel non poter percepire questa energia, nascosta tra cumuli di rifiuti, palazzi fatiscenti, organi amministrativi assenti, non udenti, non vedenti e mossi da un mutismo latente nel denunciare tutto ciò che determina un malfunzionamento.
La causa è una sola: la mafia, si.
Ma la mafia non è solo quel sistema di criminalità organizzata comunemente denominato come tale; la mafia è un atteggiamento e, per possederlo e farne un sopruso, non è necessario far parte di un clan mafioso.
IO sono un mafioso ogni volta che uccido la meritocrazia, ricorrendo al favoritismo per raggiungere un obiettivo;
NOI siamo dei mafiosi ogni volta che diamo un voto ad un candidato politico solo per un tornaconto personale, uccidendo così un sano e giusto pensiero critico;
VOI siete dei mafiosi ogni volta che vi lamentate ma non fate;
TU sei un mafioso ogni volta che incontri un altro mafioso e non lo denunci, massacrando la dignità della brava gente.
Ricordando personaggi come Chinnici, Dalla Chiesa e altri eroi spariti con onore, Falcone disse: “avete chiuso cinque bocche ne avete aperte altre 50 milioni”.
Bisogna aprire queste bocche e trascinare con forza sul nostro palcoscenico tutto ciò che crea malessere a questa terra, mostrandolo a tutti, gridarlo e fare in modo che nulla venga dimenticato.
I peggiori nemici della mafia sono la parola e la memoria.

Clara Greco


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