Momenti di un viaggio: alla scoperta del Marocco.

viaggio

Di Samuel Gorgone.

Per la rubrica “Uno sguardo fuori la finestra”. Alla scoperta del Marocco.

Capitolo 1:

L’imprevedibilità del viaggiare da soli.
Quando sei a casa e guardi la mappa della città dove tra pochi giorni arriverai, un po’ di ansia ti viene. Quindi cerchi di organizzarti nel miglior dei modi, per quanto possibile. Così ti ritrovi davanti al pc a guardare piazze, giardini, monumenti, moschee, musei, recensioni su internet, insomma, cerchi appunto, di organizzarti.
Pochi giorni dopo, Seduto nel salotto del mio ostello intento a scrivere messaggi ad amici e parenti rassicurandoli che quegli dell’isis non mi avevano ancora preso in ostaggio, un gruppo di ragazzi mi invitano al tavolo a fumare narghilè, e pochi minuti dopo organizziamo una gita in giornata ad Essouira senza neanche esserci presentati.
La cittadina è bella e mi ricorda un po’ Pantelleria, si affaccia su l’oceano, ci sono 30 nodi di vento, un sole che spacca le pietre, aria pulita e colori sgargianti.
L’imprevedibilità del viaggio è questa. Prendere o lasciare.

 

 

Capitolo 2: Condivisione.
Forse la parte più bella e impegnativa del viaggio, la condivisione di una stanza, di un bagno, di esperienze, idee, musica e tradizioni. Macini chilometri di strada attraverso montagne innevate e terra rossa, in un minibus dove ognuno fa il suo viaggio guardando fuori dal finestrino e tutti ne condividono uno in comune attraverso sguardi e sorrisi. Persone sgomitano nelle tue giornate fino a diventare veramente importanti, fino diventare i tuoi amici, la tua famiglia

Capitolo 3: Ritorno a casa e storie da raccontare.
Svuoto la valigia e ci ritrovo le stesse e identiche cose che ci avevo messo, in più ci sono solo due cose: la sabbia che mi è rimasta dentro i pantaloni e le calze, e le storie che adesso posso raccontare.
Ognuna di queste foto racchiude (scritta) una storia

mia sorella
Mia sorella mi ha chiesto: Qual’è il posto più bellissimo che hai visto?
Beh non ci sono dubbi, il posto più bellissimo che ho visto è stato anche il più difficile da raggiungere. Dopo essere arrivati all’accampamento berbero e aver sistemato gli zaini nelle tende mancava ancora un’ora alla cena, così abbiamo chiesto alla nostra guida cosa potevamo fare nel frattempo e la risposta di Adil è stataquesta: Ragazzi, se ce la fate (chiaramente era una sfida) potete salire la sù…
Noi ci siamo girati, abbiamo guardato la duna, poi Adil, la duna, Adil, di nuovo la duna e dopo pochi secondi gli abbiamo detto: ok Adil ci vediamo tra un po’.
Io non lo so se voi siete mai saliti su una duna, ma vi posso assicurare che è una delle cose più difficili al mondo. Due passi avanti e uno indietro e così vià, per duecento o chissà quanti metri.
Se vi state chiedendo se il gioco è valso la candela, la risposta è “assolutamente si!”
Si vedeva la città al confine con il deserto, le stelle erano infinite e la luna sembrava così vicina da poterla acchiappare e tirare lontano

 

cosa
Cosa può accomunare 25 ragazzi proveniente da ogni parte del globo se non la musica? Mi ricordo che una volta ho visto un video su You Tube (https://www.youtube.com/watch?v=lVPLIuBy9CY) che spiegava che tutte le cose sono ritmo e tutto il mondo “parla” il ritmo.
Abbiamo suonato per un’ora dopo cena, prima che la stanchezza e il freddo prendessero il sopravvento, scambiandoci i bonghi e suonando le loro canzoni che chiaramente, mai nessuno di noi aveva sentito prima.

 

lui
Lui, con il braccio alzato, è Adil, la nostra guida e l’altro berbero è un suo carissimo amico. Ci siamo allontanati dall’accampamento e mentre camminavamo Adil ci ha detto che non solo saremmo andati a vedere le stelle, ma che saremmo andati a vedere le stelle in Algeria, ci spiegavano sorridendo che eravamo proprio al confine e quindi camminando per pochi minuti avremmo addirittura cambiato stato!

casa
Cos’è casa?
Casa tua è dove ti risvegli tutti i giorni prima di andare a lavoro o a scuola.
Casa tua è dove torni a mangiare la pasta, dove fai le cene, le feste di capodanno e i compleanni.
Casa tua è dove guardi i film, le partite, i documentari sdraiato sul divano.
Casa tua è dove quando c’è caldo accendi il condizionatore e quando c’è freddo accendi la stufa, o chi è più fortunato il camino.
Casa tua è dove sei cresciuto, dove torni tutti i giorni a dormire, almeno che tu non dorma da un amico o un’amica.
O forse no? Se c’è una cosa che mi ha insegnato il deserto è che “casa” sono tutti i luoghi dove “ti senti a casa”, a prescindere da quanto freddo c’è al mattino quando ti svegli, da quanto sia distante il bagno dal tuo letto, da cosa mangi, con cosa ti riscaldi, o da quanto hai vissuto li, se poche ore o tutta la vita, è per me in questa foto c’è casa mia.

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