Pantelleria derubata

ladro

La Perla nera del Mediterraneo, l’Isola che non c’è, quella dei sogni, un paradiso unico. Appellativi che da sempre Pantelleria ha indossato e vantato di avere, qualifiche che ha sfoggiato costantemente senza la minima esitazione. Oggi le cose sono un po’ cambiate, specialmente dall’interno. I problemi insieme alle difficoltà fanno da scenario ad un’isola sempre più abbandonata ad un destino che, per quanto ci si possa mettere d’impegno, spesso non dipende neanche da lei. Gli elementi che caratterizzano l’isola e che l’hanno sempre sorretta ai primi posti del podio turistico nazionale, e non solo, non sono più in grado di restituirle la stessa valorosa immagine. Un declino che tocca sempre più numerosi aspetti: dalla sanità, ai trasporti, dal turismo all’urbanistica. Piccole metastasi non curate che rischiano di divenire malattie incurabili.

Un altro componente che fa da sfondo, in quest’ultimo periodo, allo scenario pantesco sono i furti. Pantelleria non è stata mai un teatro molto frequentato da questo genere di cose, se non qualche rara eccezione necessaria a confermare la regola per la quale all’interno di un territorio ristretto come il nostro non è possibile compiere atti di questa natura. I forti legami fra le persone insieme alla limitatezza del territorio non hanno mai permesso lo sviluppo di questo reato. Le cause andrebbero ricercate probabilmente nel periodo di crisi che l’intera nazione sta percorrendo. Si parla di una banda o forse di più gruppi, non è chiaro ancora. La certezza è che ciò che rubano è oro e denaro. I furti sono mirati, entrano in casa consapevoli che la gente è fuori per un motivo conosciuto, conoscono le vittime, le chiamano a casa per accertarsi che non ci siano. “La banda dei fischietti” è uno degli appellativi che circola su Facebook. Denominata cosi perché usa, probabilmente, quell’oggetto per mantenersi in contatto e per coordinare l’azione.

Visto che non si hanno notizie più precise in merito e visto che non è compito nostro indagare, sarebbe inutile entrare più nello specifico. Oltre a sperare che le forze dell’ordine ci facciano riemergere da questa brutta e spiacevole immersione, ci piacerebbe solo riflettere su quello che sta accadendo, sul fatto che stiamo assistendo ad un’involuzione sociale preoccupante, non più sotto controllo, alla deriva. L’immagine di quella felice Pantelleria da cartolina è svanita portandosi dietro una popolazione amareggiata e sommersa da un’aria inquinata. Quell’aria che una volta ci faceva vantare di abitare su un’isola come la nostra. Speriamo di risvegliarci presto da questo brutto incubo.

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