Pantelleria in lutto, hanno ucciso la nostra terra.

bandi

Ieri notte il cielo era rosso, color sangue. Ad essere ferita è stata la nostra terra, i nostri alberi, parte della nostra identità, del nostro orgoglio, che da sempre ci ha contraddistinto, di essere panteschi. Pantelleria che si vanta di essere diversa dalle restanti parti del mondo, ieri si è posta sullo stesso piano. Diversi i fuochi appiccati nelle diverse parti della Sicilia approfittando del vento Scirocco. Quella follia che ha invaso l’intera Sicilia, ieri ha bussato anche alle porte di Pantelleria. Ci ha fatto male, ci ha ferito, ha ferito noi panteschi con la P maiuscola e il nostro verde, la nostra casa, il nostro lembo di terra circondato dal mare. Ieri per le strade di Pantelleria, sul web, sembrava essere ritornati al 1500 quando impazzava la cosiddetta “Caccia alle streghe”. Ieri non si cercavano streghe, si cercava, almeno a parole, quel folle piromane che ha dato fuoco alla nostra casa. Ieri, e oggi? Domani probabilmente si ritornerà a pensare ad altro, al caro benzina, alla nave che non arriva, a cercare un modo per fare più soldi per comprare una macchina nuova, e tutto ritornerà alla normalità. A ricordarci del 24 Giugno, quando ettari di verde della nostra TERRA sono andati in fiamme, ci penserà quella distesa di nero. Nero come il fascio che ogni cittadino pantesco oggi simbolicamente porta addosso. Oggi l’intera Pantelleria è in lutto. Sono bastati pochi secondi, magari un semplice accendino e qualche foglia secca per far tutto ciò, ma ci vorranno almeno una decina di anni per riavere nuovamente quel verde. Presto la natura, da sempre superiore alle passioni degli uomini, ritroverà il suo volto sereno che ieri qualcuno ha voluto deturpare e a noi panteschi con la P maiuscola rimarrà invece il dovere morale e l’obbligo verso la nostra terra di impedire che possano ripetersi atti folli di tal genere.

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