Pantelleria in lutto

lutto

Ieri notte il cielo era rosso, color sangue. Ad essere ferita è stata la nostra terra, i nostri alberi, parte della nostra identità, del nostro orgoglio, che da sempre ci ha contraddistinto, di essere panteschi. Pantelleria che si vanta di essere diversa dalle restanti parti del mondo, ieri si è posta sullo stesso piano.

Quella follia, ieri ha bussato anche alle porte di Pantelleria. Ci ha fatto male, ci ha ferito, ha ferito noi panteschi, il nostro verde, la nostra casa, il nostro lembo di terra circondato dal mare. Non è il primo incendio e forse non sarà neppure l’ultimo. E’ una storia che si ripete da troppi anni. Ma l’incendio di ieri è stato davvero troppo. Di quel verde, di quella bellezza, che eravamo soliti vedere e ammirare, ne rimarrà un ricordo. Un ricordo sbiadito nel tempo, Forse anche noi ce ne dimenticheremo.

A ricordarci del 28 Maggio quando ettari di verde della nostra TERRA sono andati in fiamme, ci penserà quella distesa di nero. Nero come il fascio che ogni cittadino pantesco oggi simbolicamente porta addosso. Oggi l’intera Pantelleria è in lutto. Sono bastati pochi secondi, magari un semplice accendino e qualche foglia secca per far tutto ciò, ma ci vorranno almeno una decina di anni per riavere nuovamente quel verde.

Presto la natura, da sempre superiore alle passioni degli uomini, ritroverà il suo volto sereno che ieri qualcuno ha voluto deturpare e a noi panteschi con la P maiuscola rimarrà invece il dovere morale e l’obbligo verso la nostra terra di impedire che possano ripetersi atti folli di tal genere.

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