Pantelleria Sostenibile | Salvatore Silvia

sostenibile

Sempre più spesso si sente parlare di energia rinnovabile o sostenibile, ma cosa è realmente e quanto conviene serviserne? Con il termine energie rinnovabili si intendono quelle forme di energia che derivano da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano almeno alla stessa velocità con cui vengono consumate o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani”, il cui utilizzo, per estensione, non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Caratteristica fondamentale di tali energie è di essere “pulite”, il loro utilizzo quindi non  produce sostanze nocive (come CO2) che contribuiscono all’inquinamento atmosferico e al formarsi del buco dell’ozono. Esistono vari tipi di fonti rinnovabili, tra cui ricordiamo l’energia solare, geotermica, idroelettrica ed eolica, tuttavia nel tempo e con il progredirsi della ricerca e della tecnologia sono stati scoperti altri modi di produrre energia sostenibile: uno di questi è Kite Wind Generator che produce energia pulita attraverso lo sfruttamento di venti di alta quota o attraverso lo sfruttamento di biocarburanti come barbabietole da zucchero, canne da zucchero e mais, utili per i motori endotermici. Servirsi di questo tipo di energia ha i suoi pro e contro. Gli elementi a favore sono molteplici che vanno da un risparmio sostanziale nelle bollette energetiche, poichè ipoteticamente servendosi di tali fonti non è più necessario acquistare combustibile fossile per la produzione di energia, a vantaggio della salute dell’individuo. Diminuendo la quantità di CO2 nell’atmosfera e la presenza di eventuali polveri sottili che provengono dai gas di scarico delle centrali (ottimo aiuto al formasi dei tumori) si avrebbe un sostanziale miglioramento delle condizioni atmosferiche e si contrasterebbe l’allargamento del buco nell’ozono che comporta un aumento dei raggi UV che giungono sulla superficie della Terra. Tuttavia ci sono dei contro: innanzitutto le diverse energie rinnovabili, almeno per adesso, non riescono a soddisfare in modo continuo il fabbisogno energetico della popolazione dei vari comuni a causa della loro discontinuità (dipendono prevalentemente dalle condizioni atmosferiche). Un ulteriore problema poi è posto dai costi: per montare un impianto fotovoltaico che sia sufficiente per soddisfare le esigenze di una famiglia ci vogliono almeno 13.000 euro ai quali bisogna aggiungere i costi che richiede una continua manutenzione dei pannelli per garantirne la massima efficienza. Da pantesco, sensibilizzo l’adozione delle migliori tecniche di energia rinnovabile a Pantelleria,  una delle poche isole che permette l’utilizzo di tutte le tecnologie  appena menzionate. Sull’isola si potrebbe benissimo sfruttare l’energia fotovoltaica in quanto vi è una copertura solare quasi annuale (escludendo i mesi invernali!), inoltre essa offre la possibilità di uno sviluppo dell’energia eolica (non per niente è soprannominata l’ “Isola dei venti”) o dell’energia geotermica, essendo un’isola vulcanica. Il comune, con l’aiuto della provincia, della regione e collaborando con ditte che operano in questo campo, potrebbe iniziare a muoversi per uno sviluppo della materia: si potrebbe partire con l’installazione di pannelli fotovoltaici sopra gli edifici pubblici, quali municipio, scuole elementari, medie e superiori, per poi sensibilizzare la popolazione del centro ad installare tali pannelli nelle rispettive case, fino ad una quasi completa conversione della SMEDE in una centrale rinnovabile. L’ installazione di micro pale eoliche nel lato industriale dell’isola (per intenderci: dove vi sono le cantine), avrebbe poi non solo un basso impatto ambientale ma contribuirebbe in modo sostanziale alla formazione di energia. Un’isola ecologica beneficerebbe sicuramente alle tasche dei cittadini panteschi, che dovrebbero pagare solo i costi di gestione, ma potrebbe anche essere un ottimo aiuto allo sviluppo pubblicitario e turistico di Pantelleria che verrebbe presentata come prima isola interamente ecologica del Mediterraneo. Tuttavia, per adesso, la mancanza di fondi e la presenza di un diffuso disinteresse per la materia rendono tutto questo più che un sogno, un’utopia.

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