Perchè ogni giorno è 23 Maggio: oggi diciamo no alla Mafia!

Di Angelo Casano

 

Ogni anno in occasione del 23 Maggio, passato ormai alla storia come il giorno della memoria, ho sempre scritto un piccolo pensiero per la “Voce di Agorà”. Un piccolo pensiero nei confronti di grandi uomini, come Falcone, Borsellino, Pio la Torre, il comandante Dalla Chiesa, uomini che hanno saputo dire no alla follia mafiosa, all’ascesa dei corleonesi. Quest’anno non ho scritto nulla il 23, ma mi ero ripromesso di farlo in un altro giorno, in un giorno qualunque. E’ facile gridare il no alla mafia il 23, è facile scendere in piazza contro Cosa Nostra quando già la piazza è affollata da altre 100 mila persone. E’ facile per i politicanti di turno riempire i quotidiani di dichiarazioni contro la mafia. Oltre che facile, diciamo che sarebbe impopolare quel giorno, il 23 Maggio, non scendere in pizza, non gridare, non rilasciare dichiarazioni contro Cosa Nostra. Badate bene, non è che io sia contro le manifestazioni di piazza e i cortei cittadini. Anzi, direi che sono favorevolissimo, ma nello stesso tempo la mafia non può essere denunciata e combattuta solo 2 volte l’anno. Sembra quasi che teniamo dentro tutto il nostro sdegno, tutta la nostra disapprovazione per poi sputarlo fuori, a suon di grida e cortei solo due giorni l’anno se non altro per mantenere vivo il ricordo.Ce ne siamo dimenticati invece, eccome se ce ne siamo dimenticati. Quel cratere lungo la strada di Capaci, quei corpi dilaniati, le bare avvolte dalla bandiera della repubblica,le grida,le lacrime rimangono immagini di repertorio. La rabbia di quei giorni si è trasformata in parte in rassegnazione e in parte in professione. I beni confiscati rimangono non utilizzati e le aziende gestite dalla mafia, senza la mafia sono costrette a chiudere. La MAFIA VA COMBATTUTA OGNI GIORNO. Dobbiamo mantenere alta la nostra attenzione, altrimenti rischiamo di non capire l’evoluzione del fenomeno mafioso. I mafiosi non sono più quelli di un tempo, non indossano più la “ coppola” e non tengono più la “lupara” fra le mani. Oggi il mafioso entra all’interno delle università, alla coppola e alla lupara preferisce giacca e cravatta e nel frattempo senza fare troppi rumori continua a fatturare milioni di euro ogni anno.Allora proporrei una soluzione: piuttosto che scrivere e urlare tutti lo stesso giorno, visto che farlo più di due volte l’anno sembra essere faticoso, dividiamoci per giorni, così da ricordare, per ogni giorno dell’anno, a noi per primi e a tutti gli altri, semmai se ne fossero dimenticati, che la mafia esiste e noi la disprezziamo. Dicono che la Mafia è un fenomeno umano e come tale è destinato a finire. Lo dicono da millenni,ma lei, la mafia, ancora sopravvive, si trasforma, si plasma, ma continua sempre ad esserci, come se fosse un rumore di fondo. Anche oggi allora in un giorno qualunque, mentre il traffico palermitano invade le strade e noi tutti ci prepariamo per un nuovo week-end, io dico di NO alla Mafia! E VOI!?

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