Piani di sviluppo

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Capita frequentemente di sentir parlare di sviluppo e rilancio turistico dell’isola, campagne di promozione, strategie…tutte parole che a mio parere non hanno un significato se non supportate da strumenti adeguati. Come si può pretendere di vendere l’immagine dell’isola quanto questa non la possiede? Riflettendoci, fino ad ora ci si è sempre basati su ciò che la natura offre. Come possiamo esigere che flussi turistici accompagnati da grosse compagnie aeree, da crociera o tour operator scelgano Pantelleria piuttosto che altri luoghi? Non abbiamo gli strumenti di base per gestire movimenti turistici ma comunque reclamiamo sempre il fatto che non arrivino. Come strumenti base intendo i servizi, ma ancor prima dei servizi il territorio necessita di piani che li prevedano. Perché un’isola, a vocazione turistica, non possiede  un piano per il turismo? Non è affidandoci a frammentate e disgregate iniziative ed idee che vedremo uno sviluppo di questa terra. Serve un’organizzazione completa, unica ed associata che vada a progettare, programmare e pianificare le necessità del territorio da un punto di vista turistico. Un altro elemento strettamente legato al turismo è l’urbanistica: il centro urbano non è in alcun modo presentabile alle persone che si recano in visita a Pantelleria. Sarebbe un biglietto da visita da stracciare all’istante. Pantelleria non può e non deve essere rappresentata in questo modo. L’isola è stata vittima, nel corso della storia, di colpi troppo duri: quelli dei bombardamenti aerei prima e dei piani di ricostruzione inadeguati dopo.  La legge mette a disposizione svariati strumenti d’intervento: dal piano regolatore generale(PRG), ai piani particolareggiati(PPE) ed altri piani settoriali. Il concorso per la riqualificazione del water-front è un altro. Il compito di attuare questi strumenti pianificatori spetta all’amministrazione comunale che insieme alla Provincia e alla Regione dovrebbe trasformarli in realtà, in qualcosa di concreto visibile ed utile a tutti. Spesso ci sono ma non vengono utilizzati a dovere: ad esempio nel centro abitato sono previste numerose aree verdi che oggi sono poco curate, solitamente coperte da erbacce e rifiuti. Spesso vi è un enorme divario fra le previsioni di un piano e ciò che in realtà è presente: cercare di ridurre la distanza fra questi due elementi è già un grosso passo avanti. Il punto fondamentale è che in assenza di questi strumenti credo sia inutile parlare di altro, non possiamo pretenderlo proprio. Senza delle fondazioni solide non è concepibile costruirci sopra qualcosa, non reggerebbe, e se lo facesse, non avrebbe di certo lunga durata. Capisco che le tempistiche per l’approvazione di questi strumenti sono molto lunghe e per questo scoraggianti, ma pur sempre qualcuno dovrà avviarle al fine cosi di delineare un quadro completo e di facile gestione che permetta uno sviluppo integrale in ciascun ambito che sia ambientale, energetico, urbanistico o turistico.

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