Quale futuro per “la vite ad alberello” di Pantelleria?

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E’ passato quasi un anno dal prezioso riconoscimento Unesco, e l’isola di Pantelleria al momento ospita la seconda edizione di Passitaly dopo il grande successo dello scorso anno che aveva portato il nome dell’isola in giro per il mondo.
Il giornalista Gian Antonio Stella in un suo articolo sul corriere della sera all’indomani del riconoscimento Unesco della pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria scattava una fotografia sulla condizione dei siti Unesco in Sicilia.
“Ottenere il riconoscimento Unesco è solamente il primo passo, a questo deve necessariamente seguire una azione di valorizzazione altrimenti si rischia di perderne l’illustra qualifica”.

E’ chiaro che la valorizzazione del riconoscimento unesco pantesco passa attraverso un azione rivolta alle nuove generazioni.Il futuro della vite ad alberello è strettamente intrecciato con il futuro dei giovani dell’isola. Se aumenterà sempre più il distacco dei giovani dalla terra, o se preferite dalla campagna, la vite ad alberello avrà sempre meno vita e con essa il tanto decantato riconoscimento Unesco. Se ci saranno sempre meno persone che decideranno di investire sulla agricoltura, si rischia di perdere la propria storia e persino l’ identità di popolo pantesco. Investire dunque sulle nuove generazioni e scommettere su un loro riavvicinamento alla terra sarà un tema centrale per il futuro di quest’isola.

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