Rifiuti: Oggi pulisco io, domani pulisci tu.

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Era il lontano febbraio 2012 quando Samuela Guida scrisse tale articolo. Visto i tempi lo abbiamo riproposto. A voi trovare le differenze. Leggi anche questo articolo

Magra o grassa che si prospetti, la stagione turistica è alle porte e riflettendo sul prezzo del viaggio “altro posto di Italia-Pantelleria” alcune domande mi sorgono spontanee: ne vale davvero la pena? Una famiglia dovrebbe veramente spendere gran parte dei propri risparmi per visitare la “perla del Mediterraneo”? O rischia di aver investito tempo e danaro per trovarsi davanti tutt’altro che un gioiello? E non mi si dica che il passito e i capperi nostrani valgono così tanto, perché si, sono prodotti senza rivali, ma dobbiamo offrire qualcosa anche al turista astemio e che ai capperi preferisce qualcos’altro. Tuttavia non essendoci ancora molte novità dal punto di vista organizzativo, dobbiamo puntare su altro: la bellezza dell’isola.

Vivendo più al Nord che al Sud da un paio d’anni, sono riuscita a captare abbastanza informazioni su cosa la terraferma pensa della Sicilia ma le parole che più ho sentito sono due: mafia e immondizia. Lasciando il primo argomento di discussione ad altri, vorrei concentrarmi sulla pulizia. Partendo dai “graffiti” presenti sui muri di tutta l’isola e finendo alle discariche improvvisate che si trovano in giro, in alcune sue parti Pantelleria è tutt’altro che un’isola pulita e non ce lo possiamo permettere. Il costo del biglietto ha superato l’inimmaginabile, per non parlare del costo della vita che sembra essere in continuo aumento, se poi ci aggiungiamo una presentazione scadente, possiamo chiudere le porte e lasciare che il mondo si dimentichi di noi.

“Cosa proponi di fare allora?” starete pensando. In realtà, solamente sensibilizzare il cittadino a riciclare il riciclabile prima di tutto e gettare il resto esattamente dove va gettato, senza lasciare materassi ormai vecchi, televisioni ormai rotte, biciclette ormai inusate fuori dalla porta di casa semplicemente perché così l’interno sembra più pulito.

Dobbiamo renderci conto che siamo tutti coinquilini della stessa grande casa e proprio come in una grande abitazione le pulizie prima o dopo spettano a tutti. Lasciatemi passare la metafora ma vivendo in un appartamento con persone diverse ho capito che la divisione dei compiti e la collaborazione di tutti sono gli ingredienti principali per una convivenza civile ma anche e soprattutto per rendere la propria casa il più accogliente possibile.

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