Sperare nei giovani e nella scuola per creare una nuova mentalità.

giovani

Ho letto i numerosi articoli riguardanti l’incendio boschivo di Pantelleria.
In essi traspare la preoccupazione , la rabbia, la frustrazione di chi ha voluto testimoniare il proprio amore per l’isola. Molti i suggerimenti e tutti condivisibili. Ma ritengo che passati gli impulsi iniziali che hanno portato a forti reazioni emotive e prima che sull’evento cali come sempre succede il silenzio e l’indifferenza sia necessario fare alcune semplici riflessioni.

Ben vengano  le risorse in aiuto per una ricostruzione rapida dei boschi e dei luoghi devastati.
Ben vengano gli invocati castighi ai piromani
Ben venga l’auspicata sensibilizzazione della popolazione ad una corretta gestione del territorio e ad una sua conservazione.

Ben vengano anche tutte le altre iniziative a difesa dell’isola ma ritengo che sia necessario non solo parlare di ideali e di concetti astratti ma anche di cose concrete e di chi dovrebbe farsene carico.
In primo luogo le risorse economiche a sostegno dell’isola benché utili, anzi utilissime potrebbe essere una arma doppio taglio.
Infatti sarà necessario fare  attenzione che le stesse risorse non vadano poi a vantaggio di coloro che indirettamente o direttamente  hanno provocato il disastro.
In tale caso gli stessi avrebbero tutta la convenienza a ripetere tra qualche anno quanto già hanno fatto.

E’ necessario innanzi tutto dare il segnale della volontà ma soprattutto della capacità di  ricercare ed individuare  i responsabili dell’incendio.
Non si potrà certo sperare di giovarsi della collaborazione della popolazione residente che spesso tutto sa ma nulla dice in virtù di sottili complicità fatte di amicizie, parentele, ma soprattutto di una diffusa sfiducia nelle autorità pubbliche.
Ma penso non sia indispensabile ricorrere ad essa: chi nella sera di sabato era nei boschi avrà certo lasciato tracce col proprio cellulare e dovrà giustificare la sua presenza in luoghi così remoti.
Una ricerca in tale direzione mi pare cosa piuttosto semplice con le attuali tecnologie.
Ma per rimuovere una diffusa diffidenza nei confronti delle istituzioni (ma vorrei dire omertà) perché non  promettere una ricompensa a chi sarà in grado di fare rintracciare i responsabili?
Chi sa ed ora non parla potrebbe parlare con la lusinga di una ricompensa.
Si spezzerebbe così una complicità diffusa.

E’ necessario che ogni pantesco ma anche ogni persona portatrice di interessi nell’isola si renda conto che l’incendio lo ha danneggiato nel portafoglio.
Il commerciante perderà clientela poiché molti turisti andranno altrove a passare le vacanze, il possessore di case e terreno vedrà deprezzato il proprio patrimonio e chi affitta case probabilmente avrà meno richieste  da persone non disposte a spendere su una isola ormai deprezzata poiché sciupata nei suoi valori.
Se  gli interessi economici  non potranno  creare una vera coscienza civica neanche legata agli interessi personali poiché gli adulti sono troppo legati alle proprie idee e sordi alle novità allora vi é solo da sperare nei giovani e nella scuola per creare una nuova mentalità.

Luciano

In copertina: conferenza tecnica organizzata dai giovani di Pantelleria. 

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