Stop alle trivellazioni, l’ennesima presa in giro.

trivellazioni

Cito qui il mio amico e compaesano Angelo Casano: “Questo fatto è vergognoso e offende l’intelligenza degli italiani.”

-Quale fatto?
Il 23 dicembre 2015 è stata approvata la legge di Stabilità, secondo la quale, dopo aggiunta di un emendamento esecutivo alla suddetta, viene stabilito il divieto di trivellazione nelle zone di mare poste entro le 12 miglia dalla costa per tutto il perimetro nazionale.

-Notizia eccezionale! No?
-No.
-Ma perché mai? E’ la notizia che aspettavamo da tempo!
-C’è un “MA” .
-E cioè?
Cari italiani “fessacchiotti”, “creduloni”, il “MA” c’è ed è alquanto arrogante.
Il 22 Dicembre 2015 la dignitosissima signora Federica Guidi, nonché ministro per lo Sviluppo economico di questo povero Paese, ha firmato di fretta e furia dei decreti che autorizzano le trivellazioni nelle isole Tremiti, golfo di Taranto, “Ombrina mare” in Abruzzo e Pantelleria.

Ma ormai c’è la legge di Stabilità a salvare i nostri mari!, direte.
E invece no, la signora Guidi è furba cari i miei italiani. Più furba di tutti voi messi insieme.
La legge di stabilità non aiuterà a bloccare queste autorizzazioni dell’ultimo minuto, perché la legge di Stabilità è stata accuratamente modificata a tempo debito: é vero, sì, che vige il divieto di trivellazione entro le dodici miglia, MA la simpatica proroga che è stata aggiunta sottolinea che per gli stabilimenti petroliferi approvati precedentemente all’emanazione della legge (anche approvati soltanto il giorno prima) non vi possono essere limitazioni o blocchi di alcun genere. Insomma, finché c’è petrolio c’è speranza! Speranza per gli imbecilli, quella è sempre l’ultima a morire, è chiaro.

-Seriamente?
Seriamente! Avete capito bene, popolo della Grande Bellezza, paese dei balocchi e degli sciocchi: hanno dato il via libera a delle trivellazioni che il giorno dopo sarebbero state vietate. IL GIORNO DOPO.
Ripetiamo tutti insieme a mente e attentamente questa frase: “il giorno dopo”. Quanto può risultare ridicola al suono? Quanto può risultare immorale nel suo essere? E’ come quando si ripete una parola così tante volte che quasi non se ne percepisce più il significato. Perché effettivamente, già in partenza, di significato ne ha poco. Sicuramente non morale. Forse ha un significato monetario. Ma ecco, parliamo di soldi, parliamo di quanto questi buchi nell’acqua ci faranno diventare ricchi.

Grazie alle trivellazioni otterremo 5,16 euro per chilometro quadrato. Sicuramente queste poche migliaia di euro risaneranno il bilancio nazionale. Che buffo, tappano dei buchi facendo altri buchi. C’è della sottile ironia sotto le azioni di questi politici. Sono anche simpatici oltre che furbi!
Ogni chilometro quadrato “spirtusato” riceverà la paghetta settimanale di cinque euro dalla benevola Madre Industria Petrolifera. E ne saremo felici. Tanto felici. Di questo siamo figli, del mercato avaro. E non riusciremo più a vedere la bellezza che abbiamo sotto i nostri piedi.
E’ questo che vogliono i “furbi” che stanno al potere, vorrebbero che fossimo ciechi, lo sperano. Come adesso, speravano che il giochetto fatto alla vigilia della legge di stabilità non l’avrebbe scoperto nessuno.
Cara signora Guidi, lei che ha deciso di fare il ministro per lo sviluppo (è sicura della scelta?), si faccia una bella vacanza in giro per l’Italia e porti con sé Renzi, Crocetta, tutti gli amici che più le sono di gradimento. Se la guardi bene questa Italia sbrindellata. Guardi sotto i brandelli, sotto le vostre macchine blindate, sotto i corrotti, sotto i disoccupati, sotto gli immigrati, sotto le trivelle stesse. Guardi attentamente. Davvero non riesce a scorgere, insieme ai suoi amici, un potenziale italiano su cui investire, da poter sviluppare e far brillare agli occhi di tutto il mondo?
Guardi meglio. Perché il resto del mondo ci chiama “imbecilli” e noi non sappiamo più come replicare.
Il bello è che ad offenderci profondamente non sono le beffe estere, ma i vostri baci di giuda.
Signora Giuda, Guidi! Mi scusi.. Signora mia bella, guardi meglio.

Clara Greco

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