Trivelle: L’unica strada è l’azione e non la delega.

area marina

Lamentarsi a posteriori o fare raccolte di firme contro le trivellazioni, senza presentare un’alternativa, non porta a nulla. Ho lottato per tre anni contro questo, assieme a quello che è stato il Gruppo di Lavoro Tutela Pantelleria, perché decisioni come quella presa in questi giorni per il mare di Pantelleria, devono essere prevenute e perché si garantisca la sicurezza ambientale e la sostenibilità economica locale, soprattutto in un posto come Pantelleria; per proporre una soluzione alternativa, per creare una coscienza comune della società civile intorno al bene comune, questo sconosciuto, che è l’aria che respiriamo, la terra di cui mangiamo e il mare, che rappresenta il 70% del pianeta.

Chi va contro questo non è solo il politico favorevole alle trivellazioni, ma anche il cittadino che invece di mettersi in gioco, di prendersi la responsabilità della qualità della propria vita e di quella dei suoi figli, preferisce condannare il proprio territorio dicendo “Tanto fanno sempre quello che vogliono”.

L’unica alternativa è la partecipazione consapevole. Bisogna ricreare il senso di comunità, che a sua volta può influenzare le decisioni e fissare delle sicurezze. Il futuro del mare, nell’ottica di quelle che sono le direttive europee del Marine Spatial Planning, vedrà la sua suddivisione in aree destinate a diversi scopi. Stiamo andando verso una lottizzazione simile alla privatizzazione del mare, e i passi che si fanno in questo momento saranno decisivi per il futuro (sul marine spatial planning vedihttp://ec.europa.eu/…/maritime_spatial…/index_it.htm ) .

Per questo avere un’area marina protetta ideata e controllata dai cittadini di Pantelleria, sarebbe l’unica soluzione che garantirebbe a tutti la sostenibilità in termini di biodiversità e in termini di economia locale e anche in termini di coscienza, dato che le nuove generazioni dovrebbero essere educate al rispetto e all’amore del luogo dove vivono, diversamente dalle precedenti.

Per questo la soluzione è davanti agli occhi di tutti da tempo. Basterebbe la volontà, e il coraggio di prendersi in mano la tutela del proprio territorio. Dire no a giochi fatti è facile. Costruire delle proposte in maniera partecipata e condivisa è difficile. Ma la strada della delega equivale a quella della rinuncia.

Gianpaolo Rampini – Invisible Cities APS

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