Tufano torna a Milano con la Rivoluzione Russa di Ottobre

Tufano

L’Artista Tufano, con cui l’associazione culturale giovanile Agorà, ha collaborato nelle tre edizioni di 3 X 3 uguale 9 torna ad esporre a Milano.

Domenica 29 ottobre 2017 si è svolto l’evento, durato una intera giornata, dedicato al centenario della Rivoluzione Russa d’ottobre che ha avuto una massiccia partecipazione e un sentito coinvolgimento.

La giornata ha visto il susseguirsi di interventi compositi ognuno incentrato su diverse declinazioni dello stesso tema, tutti accomunati dal filo rosso della rivoluzione russa che diventa allora un pretesto per riflettere sulla contemporaneità attraverso il filtro dell’arte, della poesia, della letteratura e della filosofia.

E’ proprio su questo che si invita a riflettere ponendoci la domanda del “Che fare?”, che ugualmente si ponevano i rivoluzionari un secolo fa sulla situazione della Russia zarista, e che noi oggi ci poniamo riguardo alla nostra società post-moderna in cui il dominio sulle persone è molto più sottile e nascosto, ma non per questo inesorabilmente violento e oppressivo. Una società dominata dal Capitalismo più sfrenato, in cui siamo spinti da bisogni auto-indotti a comprare oggetti di cui non abbiamo bisogno illudendoci che questi possano soddisfarli, ma in realtà non fanno altro che svuotarci sempre di più del nostro intelletto e allontanarci dalla nostra essenza visto che si può avere tutto e subito al punto tale che non c’è tempo neppure di soddisfare un bisogno che ne sorge un altro; una società anestetizzata dagli strumenti tecnologici da cui dipende e senza i quali non sa più vivere, in cui il linguaggio condiviso diventa un susseguirsi di selfie, tag, like e dislike, in cui le persone creano i propri “gruppi” su facebook invece che incontrarsi faccia a faccia, in cui il contatto umano lascia il posto ad uno schermo di un pc illudendosi che questo possa sostituire le persone in carne ed ossa; una società omologata in cui tutti sono uguali fra loro e in cui la differenza diviene un fatto da contestare o una devianza da debellare.

In un modo o nell’altro, ogni artista, scrittore, poeta presente in studio in quella giornata ha dato la stessa risposta alla domanda posta: occorre “fare insieme”, collaborare, unirsi per uno scopo comune in cui credere legati dagli stessi valori, dare spazio alla propria parte emozionale che troppo poco utilizziamo in questa nostra realtà spersonalizzante ed individualista, esserci come corpo e non solo come “like” su un social, essere presente e specchiarsi nello sguardo di un proprio simile che la pensa oppure che non la pensa affatto come noi, ma con il quale confrontarsi o se necessario scontrarsi…solo questo può permetterci di sentirci vivi, di utilizzare al massimo le nostre potenzialità intellettuali e personali e di essere e sentirsi parte di quel tutto che siamo come esseri umani.

Gli argomenti trattati da coloro che sono intervenuti sono stati molto compositi: dalla presentazione di libri o di progetti alla discussione animata di dibattiti, dalla lettura di poesie o romanzi alla presentazione di foto, immagini o altre opere.

Gli interventi sono stati molto fitti ed il loro susseguirsi ha seguito una precisa simbologia numerica del 9 e dei suoi multipli: 9 interventi ciascuno composto da 3 persone per un totale di 27. Anche lo stesso Tufano si è triplicato edi tanto in tanto spuntavano due suoi “sosia” o meglio dei corpi che portavano la sua maschera sul volto quasi a voler rendere “trina” la sua presenza: un’artista di strada e un modello nudo apparivano e scomparivano e alla fine compare Tufano stesso e le maschere lasciano il posto al volto vero dell’artista, le luci si spengono e con una candela in mano egli fa luce mentre avanza tra l’incombenza del TufanoResidency e con un gesto deciso da fiamme alle maschere e alle poesie che pendono dal soffitto,poi ritorna indietro sui suoi passi e si avvicina al cassonetto con l’articolo 3 della Costituzione Italiana facendogli luce come per ricordarci che esiste ancora , poi si ritrae e scompare nuovamente nel buio. Con questa performance si è conclusa una giornata ricca e partecipativa, quel suo gesto non è stato un gesto di distruzione ma di trasformazione ed evoluzione e lo sguardo a quell’articolo divenuto nient’altro che rifiuto è lo sguardo di qualcuno che crede ancora in quei valori riportati su quella “carta straccia” e in quelle parole stampate, illuminate nella speranza che restino vive nel cuore di tutti.

E l’obiettivo da perseguire con l’apertura del nuovo studio è proprio questo, offrire uno spazio materiale nel quale incontrarsi, essere presenti con corpo, mente e anima, per riflettere e non lasciar morire quei valori fondamentali in cui credere: cooperazione, libertà di espressione, creatività e condivisione, che hanno da sempre animato il fare di Tufano… E’ questo che “c’è da fare” “

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