Un extraterrestre a Pantelleria | Angelo Casano

et-extraterrestre

Era il 14 febbraio di tanti anni fa, quando un extraterrestre diretto a Marte atterrò alle porte di Pantelleria a causa di un’avaria al motore della sua navicella spaziale. Precisamente l’abitante Marziano era riuscito a far atterrare la navicella, seppur con mille difficoltà, vicino al Lago. Rimase subito colpito dalla bellezza del panorama che quasi quasi pensò bene di rimanerci un po’. Si diresse così verso il centro seguendo quelle poche indicazioni che collegano il lago al paese e una volta arrivato, ne rimase terrorizzato. Pensò di trovarsi nel bel mezzo di una guerra: un centro urbano con case distrutte, negozi vuoti, pochi viveri, strade deserte. Impaurito dall’imminente pericolo cercò la strada per l’aeroporto: ”doveva pur esserci un aeroporto, magari riusciva a prendere il primo volo per Marte” pensò. L’aeroporto era davvero immenso e bellissimo ma ben presto, anche qui, con profondo rammarico, ebbe l’impressione che fosse abbandonato. Era abbandonato, “davvero una cattedrale nel deserto” continuava a vociferare. Di certo, se non fosse stato per la signorina del check-in, che cercò quasi di inseguirlo pur di scambiare qualche parola, sarebbe scappato pensando che forse l’aeroporto era un obiettivo militare e per questo evacuato. Furono le parole della signorina a far capire all’omino verde di non essere nel bel mezzo di una guerra, ma che Pantelleria, ormai da qualche anno a questa parte si trovava in quelle condizioni sia di Inverno che d’Estate. L’alieno così decise di andar a parlare col sindaco dell’isola. Non riusciva a sopportare l’idea che un’isola bella come Pantelleria potesse essere così mal gestita. Arrivato in Comune apprese la notizia che il sindaco era stato arrestato qualche mese prima e che il Commissario al momento era fuori sede. Sconfitto ma non arresosi, cercò di incontrare il Presidente del Consiglio, il quale, impegnato al telefono, non lo ricevette. Il presidente aveva ben altro da fare che parlare con l’omino di Marte: tra aerei che non atterravano, navi fantasmi e madri partorienti che dovevano varcare il mare per mettere alla luce una nuova vita, sperando nella bontà di Dio Nettuno, non poteva di certo stare lì a perdere tempo con l’abitante di Marte. Da lì a pochi mesi ci sarebbero state le amministrative per il nuovo sindaco, decise così di approfittarne e incontrare i neo-candidati . Pensava che forse loro avrebbero potuto fare qualcosa. Anche qui l’impresa fu ardua. Ebbene, i candidati, così impegnati nel litigare tra loro tramite le pagine di un giornale locale, non ebbero neanche loro tempo da dedicargli. Rammaricato, tornò verso la navicella pronto per andarsene. Sulla strada del ritorno, ammirando quell’acqua limpida che si perdeva all’orizzonte, quegli scogli a strapiombo che si continuavano sino alla profondità del mare e quello splendido sole che colorava d’oro gli alberi lassù in collina, maturò la scelta di candidarsi a Sindaco. –Perché no!? -pensava- un sindaco marziano avrebbe certamente fatto notizia. Riuscì a presentare la lista, con 12 consiglieri marziani come lui e per la prima volta si ritornò, dopo parecchio tempo, a parlare di “politica”: di trasporti inefficienti, di mala sanità, di scuola, giovani e lavoro. Non si sprecavano parole al vento, l’omino di Marte offriva pure delle buone soluzioni. Offriva SPERANZA alla gente. La campagna elettorale non fu certo facile: i suoi avversari politici giocavano sul suo aspetto, sul suo carattere un po’ scontroso, sulla sua statura non certo alta. Lo raffiguravano come un orco. Un orco, ma che aveva a cuore Pantelleria. La gente però, fortunatamente, col tempo imparò ad amarlo, a capirlo, ad accettarlo e gli anni a seguire furono davvero gli anni più belli per tutta Pantelleria. Già…l’orco, il Marziano, l’omino verde, l’extraterrestre, chiamatelo un po’ come vi pare, era riuscito a vincere le elezioni e aveva riportato l’isola di Pantelleria ai posti che davvero le spettano. Di certo non vi era una nave veloce come la navicella di Marte, ma vi erano due navi al giorno e anche piuttosto accoglienti; non vi era un San Raffaele come ospedale, ma le madri poterono nuovamente mettere alla luce i propri figli ed era possibile anche sottoporsi a interventi di micro-chirurgia. Il turismo era decollato, l’economia dell’isola in continua crescita ed importanti innovazioni erano state portate nel settore energetico. La crisi era cessata e con essa anche i numerosi furti che si erano verificati negli anni passati. La gente dopo anni, parecchi anni, era ritornata a sorridere, sperare e persino a sognare.
Cari amici, perché non un sindaco Marziano allora? Ma questa come ben sapete è solo una favola a lieto fine, nata dalla fantasia di un giovane ragazzo. Però, cari lettori pensate un po’ a quanto sarebbe bello ritornare tutti, grandi e piccoli, ad avere un po’ più di fiducia per il futuro.

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