Uno sguardo all’Italia del dopo voto | Angelo Casano

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L’Italia che ci viene consegnata all’indomani del voto, è una Italia divisa da ideologie, programmi e strategie come tra l’altro divisi, si sono mostrati in questi due giorni, gli elettori. Un dato è certo: i cosiddetti partiti classici hanno perso e a festeggiare sono i grillini capeggiati da un comico. E chiamatelo comico! Grillo in tre anni ha messo su il primo partito dell’Italia con il 25% dei consensi ottenuti alla Camera e non andrà a sedersi a Palazzo Chigi solo perché ha scelto di correre da solo. E’ chiaramente una svolta, nel bene o nel male che sia, le elezioni nazionali del 24-25 Febbraio del 2013 segnano una svolta epocale, un punto di non ritorno. L’Italia ormai da qualche anno, ma da ieri sera ancor più, dovrà fare i conti con un nuovo partito, ah dimenticavo movimento, altrimenti si arrabbiano!    L’Italia del dopo voto porta in se un po’ di paura e incertezza, ma nello stesso tempo la curiosità di vedere a quali accordi si dovrà giungere per poter formare un governo stabile da presentare all’Europa e al Mondo. Sempre se lo vorranno perché da ieri sera niente sarà più scontato. Ci troviamo di fronte a gente nuova, che nemmeno conosciamo, d’altronde  i neo-deputati 5 stelle sino ad oggi, non si conoscevano neanche tra di loro! Voti di protesta, voti di speranza, voti poco utili o voti utili, ormai poco conta. Il quadro è fatto, “alea iacta est” direbbero i latini, “il dado è tratto”. Il Pd di certo non ha sfondato, il Pdl ha portato a termine una grande rincorsa e rischiava il sorpasso fino alla fine, il centro di Monti, Casini e Fini non raggiunge il quorum per il Senato in alcune regioni di Italia, Ingroia e la sua rivoluzione termina ancor prima di iniziare e Grillo se la ride da casa sua in compagnia della bella moglie: se ce lo avessero raccontato qualche giorno fa, forse nessuno di noi ci avrebbe creduto. Ma che volete la Democrazia, e oserei dire, per fortuna è anche questa. Certo che una riforma elettorale, fatta a tempo debito, ci avrebbe potuto consegnare un Italia diversa, ma la storia, voi grandi lo sapete meglio di me, non si scrive con i se ma con i fatti. Oggi non sapremo cosa ci aspetterà ma la democrazia ,ripeto, è anche questa: In democrazia come nei negozi vale la stessa legge. Gli elettori cosi come i clienti ahimè o per fortuna hanno sempre ragione!  

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