Un vento indipendentista che soffia dalla Scozia sino alla Sicilia.

indipendenza

ll 18 settembre i cittadini scozzesi voteranno il referendum che deciderà il destino del loro Paese: fuori o dentro il Regno Unito. Il fronte del si, secondo i sondaggi, sarebbe uguale a quello del no. A fare il tifo per gli indipendentisti ci sono anche i cittadini della Catalogna che per le strade di Barcellona non fanno altro che gridare “Scozia, Scozia” per chiedere l’indipendenza della Catalogna alla Spagna. Un sentimento, quello dell’indipendenza, trasversale che va dalla fredda Scozia alla calda Catalogna, passando anche per l’italia.
La lega di Salvini da mesi alimenta la speranza di un referendum che sancisca il distaccamento del Veneto dall’intera Italia. Giorni fa il segretario leghista ha teso una mano persino alla Sicilia:<< La Lega non ha mai smesso la battaglia indipendentista  contro i regimi europei e di Roma.  Se si mettono insieme tutte le persone di buona volontà, dal Piemonte al Veneto,- afferma il segretario leghista- ma perché no dalla Sardegna alla Sicilia, abbiamo più possibilità di vincere>>.
Nel frattempo in Sicilia, proprio a Palermo, in questi giorni si è tenuto un seminario dal titolo “Sicilia, Scozia, Catalogna alla prova dell’autodeterminazione”. Fra i relatori vi era una nostra conoscenza pantesca, il docente di diritto amministrativo europeo all’Università di Palermo e presidente di SiciliaOpenGov, Gaetano Armao, che da tempo passa le sue vacanze estive nella nostra isola.
“Il referendum- ha detto Gaetano Armao durante il suo intervento – con cui tra pochi giorni il popolo scozzese è chiamato a decidere sull’ indipendenza o meno della Scozia dal Regno Unito, così come il referendum sull’autodeterminazione in Catalogna, oltre ad essere avvenimenti di portata storica, devono essere da traino per il cammino della Sicilia verso un percorso analogo. Il motivo di tutto ciò consiste nel fatto che la Sicilia è stata letteralmente abbandonata dallo Stato centrale e tantissimi giovani siciliani saranno costretti a fuggire dalla propria terra per crearsi un futuro. Quindi- ha continuato il professore Armao- occorre coalizzarsi e organizzarsi a sostegno della Sicilia e dei siciliani; difendere l’autonomia e riformularla in un’ottica di tutela del popolo e dello sviluppo siciliano”
Anche in Sicilia dunque si sta intavolando una discussione sull’autodeterminazione del popolo siciliano. Sarà solo un vento passeggero o davvero dovremmo iniziare a ripensare ad una Italia e un’ Europa diverse da come le conoscevamo?
Al popolo, come avviene in ogni democrazia che si rispetti, spetterà l’ultima parola. Al popolo spetterà decidere delle sorti del proprio paese, dell’intera Europa.

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